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Scomparsa Chiarinelli, il commiato di una città intera

Eccellente conversatore, professore e uomo di cultura, Chiarinelli era molto conosciuto anche oltre l'ambito ecclesiale, e sono davvero tanti coloro che oggi ne piangono la scomparsa

Cordoglio per la scomparsa di monsignor Lorenzo Chiarinelli, deceduto ieri sera all’età di 85 anni dopo una breve malattia. La notizia della sua morte è rimbalzata non solo in città ma anche in tutti i contesti nazionali in cui il vescovo emerito di Viterbo aveva avuto modo di essere conosciuto.

Eccellente conversatore, professore e uomo di spirito e cultura, Chiarinelli era molto conosciuto anche oltre l’ambito ecclesiale.

«Sacerdote giovane e colto, dal carattere gioviale ed amabile e dall’eloquio affascinante, è stato l’apprezzato maestro di numerose generazioni di studenti reatini che vedevano in lui non soltanto il rassicurante uomo di Chiesa ma anche il pregevole interlocutore capace di misurarsi con i temi più vari e spinosi della contemporaneità», ha dichiarato il primo cittadino di Rieti Antonio Cicchetti.

«Ha associato ad un’intensa attività pastorale l’esercizio costante del ruolo di conferenziere stimato e ricercato in ogni parte d’Italia. La fine dell’ultima missione vescovile, per raggiunti limiti di età, lo ha visto, fino a tempi recentissimi, dedicarsi agli amati studi e alla trasmissione orale e scritta dalla sua vasta cultura. Rieti, che lo annovera tra i cittadini benemeriti, esprime vicinanza ai familiari e alla locale Chiesa che ha perduto uno dei suoi più longevi ed autorevoli rappresentanti», ha concluso il sindaco.

Roberto Lorenzetti, direttore dell’Archivio di Stato di Rieti e presidente dell’Associazione Storica della Sabina, esprime profondo cordoglio, a suo nome, del personale dell’Istituto e degli associati, per la perdita. «Monsignor Chiarinelli era assiduo frequentatore delle iniziative dell’Archivio e membro dell’Associazione, e con lui se ne va una mente lucida del nostro territorio, capace di fornire, in ogni occasione, contributi profondi e puntuali».

«La Cisl Roma Capitale e Rieti, nell’apprendere la notizia, esprime alla famiglia i sentimenti di profonda partecipazione, ricordando il luminoso ministero sacerdotale ed episcopale di un illustre figlio della terra reatina», dicono i coordinatori Paolo Bianchetti e Fabrizio Tomassoni.

Non è mancata la nota della Fondazione Varrone, che più volte ha collaborato con monsignor Chiarinelli, intervenuto in veste di ospite ma anche di relatore.

«Riorganizzare la memoria, valorizzare le radici francescane della valle reatina»: così monsignor Lorenzo Chiarinelli il 17 gennaio scorso chiuse l’incontro della città con Franco Cardini sulla Rieti medievale, invitando tutti a lavorare di più e meglio per dare alla città un presente e un futuro all’altezza del suo luminoso passato. Ed è così che la Fondazione Varrone ricorda oggi «con sincera commozione la sua figura esemplare, attenta ai grandi temi dello spirito e dell’etica come alla vita delle persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo».

«Bisogna riorganizzare la memoria. Quando una persona perde la memoria è una tragedia, ma può capitare ad una comunità ed è anche peggio – disse don Lorenzo al pubblico che affollava San Giorgio quella sera – La mia non è nostalgia, né desiderio di ritorno al passato. Di un albero si mangiano i frutti ma si coltivano le radici. Ed è questo che va fatto».

Di monsignor Chiarinelli la Fondazione Varrone custodisce nella biblioteca purtroppo ancora chiusa di Largo San Giorgio una parte del patrimonio librario e sottolinea l’intensa e preziosa attività di educatore per generazioni di reatini. «Monsignor Chiarinelli lascia dietro di sé un’eredità spirituale e culturale ricchissima, che avrà bisogno di tempi lunghi e studi approfonditi perché non vada perduta ma che merita di essere messa a frutto per il bene della città», concludono da Palazzo Crispolti.

«È stato un nostro amico da sempre e in ogni occasione ci è rimasto vicino con la sua presenza, le sue parole che sono state per noi un supporto, uno stimolo, un aiuto», ha commentato la Presidente dell‘ALCLi Giorgio e Silvia.

«Una grande mancanza per tutta la comunità non solo cristiana, perchè lui sapeva interagire con tutti e lasciava il segno nei giovani, nei malati, nella gente semplice e tra letterati per la sua profonda cultura – aggiunge il Consiglio Direttivo – la nostra comunità oggi si sente “orfana” di un padre spirituale e di un importante punto di riferimento».

Anche il Gruppo FAI di Rieti desidera esprimere il proprio cordoglio, ricordando «un uomo non solo di grande caratura religiosa, ma anche di straordinaria cultura. Rieti perde uno dei suoi cittadini benemeriti più illustri, un profondo conoscitore dell’arte, della storia e del territorio locale».

 

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