Giugno Antoniano

Sant’Antonio saluta la città di Rieti

La centenaria tradizione si rinnova. La statua di sant'Antonio issata sulla pesante macchina di oltre una tonnellata di peso, ha varcato la soglia della chiesa di San Francesco, portata a spalla da sedici portatori, otto per lato

La centenaria tradizione si rinnova. La statua di sant’Antonio issata sulla pesante macchina di oltre una tonnellata di peso ha varcato qualche minuto prima delle ore 19 la soglia della chiesa di San Francesco, portata a spalla da sedici portatori, otto per lato.

Un momento sentitissimo per la città di Rieti, che rinnova ogni anno la devozione popolare antoniana, a partire dall’uscita della statua salutata dal suono delle campane e dei mortaretti.

Prima dell’uscita della statua, la benedizione del vescovo Pompili ai portatori: «La forza che dobbiamo invocare per noi non è semplicemente la forza fisica, che sicuramente ai nostri fratelli non mancherà, ma è la forza che Gesù chiama alla mitezza, fatta di determinazione perchè si sa dove sta andando, e allo stesso tempo la comprensione verso gli altri. Per questo ora facciamo nostre le parole di Gesù, che si è autodefinito mite e umile di cuore».

Emozione palpabile, come sempre, in una piazza San Francesco gremita di fedeli che si sono pian piano accodati lungo le due file che compongono il lungo corteo processionale, dietro al vescovo Domenico Pompili, a padre Antonio Maria Tofanelli, padre Marcello Bonforte e padre Luigi Faraglia della fraternità interobbedenziale di San Rufo che cura i festeggiamenti antoniani in collaborazione con la Pia Unione, alle autorità militari e civili, ai religiosi, alle bande musicali, ai confratelli con il saio nero, “divisa” dei francescani conventuali, ai sacerdoti e alla moltitudine di reatini che hanno voluto omaggiare il santo.

Immancabili, le donne in nero, un tempo scalze, che hanno seguito la statua del santo adorna di ex voto imbracciando per tutto il lungo tragitto un pesante cero votivo, come segno di penitenza o ringraziamento verso il santo.

La lunga processione si avvierà lungo la stretta via Francesco, percorrendola in senso contrario a quello di marcia, per risalire verso via Garibaldi in direzione Porta D’Arce, percorrere via Nuova, attraversare piazza Mazzini per poi passare per via Terenzio Varrone e risalire per via Cintia. Sosta, come di consueto, di fronte alla Cattedrale di Santa Maria, con la benedizione della reliquia.

Il corteo proseguirà verso piazza Vittorio Emanuele II e scenderà per via Roma, raggiungendo il quartiere Borgo adornato dalle luminarie. Dopo il giro in piazza Cavour, con il sudore che riga ormai il viso dei portatori, sant’Antonio tornerà alle luci della sera verso la chiesa di San Francesco. Sul sagrato, prima del rientro della statua, monsignor Pompili rivolgerà la sua allocuzione alla città di Rieti.

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