Rinaldi: «Cariri è pronta a finanziare la ripresa»

Discorro della crisi finanziaria, dei riflessi sulle politiche bancarie e sull’impatto che la recessione sta avendo sull’economia provinciale con Alessandro Rinaldi, presidente della Cassa di Risparmio di Rieti che a marzo del 2013 avrà compiuto un quindicennio da quando sta alla guida dell’istituto di via Garibaldi, il più grande ed il più importante tra quelli che hanno mantenuto anche una impostazione localistica. Quando salì le scale dell’antico palazzo della Cassa per prendere possesso del suo studio con il soffitto affrescato da Arduino Angelucci e tele importanti alle pareti, era il 1998 e non fu per la prima volta. Avvenne dopo il beneplacito che diede Cariplo, seguita dall’approvazione espressa sul suo conto dai grandi banchieri milanesi divenuti, tra la fine del Novecento ed il Duemila, titolari del pacchetto di maggioranza della Cariri. Alla testa di Cariplo, allora c’era il cattolico Giovanni Bazoli, un mito della finanza, oggi presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo, che amministra il colosso torinese, cui fa capo Cariri, assieme ad Andrea Beltratti, presidente del Consiglio di Gestione, docente alla Bocconi e un Ph.D in Economics (dottorato di ricerca quadriennale) presso l’Università di Yale, allineato sul principio che l’economia deve essere sostenibile, e non pregiudicare la prosperità delle generazioni future.

Bresciano, vissuto nell’ambiente in cui era nato papa Montini, formazione e docenza alla Cattolica di padre Agostino Gemelli, Bazoli fu tra i fondatori del Gruppo Etica e Finanza, da sempre considerato il salotto buono della finanza cattolica per il solo fatto che il suo procedere era ed è scandito dal pensiero e dalla parola di coloro che la finanza cattolica l’hanno fatta e insegnata nelle aule universitarie come Saraceno, Vanoni, Vito, Romani e Dell’Amore, che fu rettore della Bocconi.

Rinaldi riconosce che «un poco anche a questo dobbiamo il rapporto particolare che Cariri ha con le istituzioni, con i cittadini, alla tradizione che conserva, ereditata dalla vecchia Cassa. Al riguardo una specificità di Intesa San Paolo, l’attuale nostro Gruppo, è volta a servire meglio le diverse zone del Paese ed è quella di avere una organizzazione che ci qualifica come banca dei territori. A me questa definizione piace perché in questo contesto risulta importante che, anche attraverso Cariri, Intesa abbia rafforzato la sua presenza nel nostro Mezzogiorno, non dimenticando che il Nucleo Industriale di Cittaducale e quello di Borgorose, operano in tale contesto territoriale e che estendiamo i nostri interessi anche all’Aquila e alla provincia romana. Tale filosofia ci porta a collaborare e a dare solidarietà alle istituzioni. Quando il Comune di Rieti è stato in difficoltà, non abbiamo fatto mancare mai il nostro aiuto». Durante la nostra conversazione, la prima notizia che Alessandro Rinaldi mi dà è una precisazione: «Non è vero che non facciamo credito. La Cariri è una banca solida ed abbiamo liquidità di nostro a sufficienza per far fronte a tutte le richieste che ci arrivano e che dovessero continuare a giungerci. Poi siamo parte del primo gruppo bancario italiano, che è quello, come abbiamo detto, di Intesa San Paolo, anche prima banca italiana per capitalizzazione, la sesta nell’area euro. Questo ci qualifica e rende certo il nostro procedere, potendo far fronte a richieste di grande consistenza. Certamente richiediamo garanzie sufficienti, perché ciò sia causa prima del buon successo di chi si appresta a realizzare un’impresa con i nostri soldi e a non mettersi in croce, né lui, né noi, così com’è accaduto agli istituti bancari americani i quali sono ricolmi della proprietà di case pignorate, oramai senza più valore, quando i titolari dei mutui non hanno potuto più far fronte agli impegni a causa della perdita di lavoro, assumendosi la responsabilità, secondo molti osservatori, dell’aver innescato l’attuale crisi finanziaria mondiale. A queste procedure di serietà è legato il fatto che la Cassa di Risparmio di Rieti, negli ultimi decenni, è stato il primo agente locale che ha fatto crescere l’artigianato sabino, per molti con sbocco nell’industria, ha consentito l’ammodernamento e la trasformazione della rete commerciale locale e ha fornito gli strumenti finanziari per favorire la meccanizzazione e l’utilizzazione delle nuove tecnologie dell’intero settore agricolo. Inoltre, ha sorretto, convinta, lo sviluppo edilizio del capoluogo e di moltissimi centri in Sabina. Questo argomento dei mutui da concedere sarà molto interessante per l’avvenire. Dico subito che Cariri è pronta a sostenere l’urbanizzazione delle ex-aree industriali reatine secondo i progetti dell’amministrazione Petrangeli con cui abbiamo un rapporto ottimale. Speriamo che avvenga presto, perché si è discusso abbastanza e perché l’edilizia reatina è stata colpita da una crisi che sta toccando livelli allarmanti. L’altro settore in cui potremmo concedere le nostre risorse finanziarie, lieti e ben disponibili a venire in aiuto di imprese locali e nazionali, sarà quello industriale, con particolare riferimento agli insediamenti previsti e legittimi nell’ambito del Polo della Logisitica di Passo Corese, contribuendo a consolidare in modo specifico l’economia sabina. Valuteremo e provvederemo, poiché queste iniziative si inseriscono tra le politiche di governo volte a sostenere e a favorire la ripresa e se i vari soggetti saranno in grado di appianare le residue divergenze, allora le aziende assumeranno personale ed avremo il sospirato sviluppo ed anche una svolta verso l’occupazione giovanile che mi pare il problema di più difficile soluzione».

Il presidente Rinaldi guarda fiducioso all’avvio del decreto Sviluppo in modo particolare per quel che attiene ai giovani. Il ministro Corrado Passera – discorriamo di questo – ha messo insieme una Task force con l’incarico di vagliare e identificare celermente le iniziative da prendere per creare nel Paese un ambiente favorevole alle start up innovative che danno la possibilità ai giovani fino ai 35 anni di fondare società semplificate con un euro di capitale e senza l’intervento del notaio. La Task force sarà coordinata da Alessandro Fusacchia, un giovane reatino di grande talento, consigliere del Ministro Passera per gli affari europei e quelli giovanili.

«Su questo fronte delle start up è presto per dire come andrà, ma su quello generale – ha precisato Rinaldi – notiamo localmente un’assenza di progettualità. Per muoversi in campo economico, i reatini hanno bisogno di sentire viva la fiducia, che ancora non c’è e che è il punto cruciale per superare la crisi. Mi attendo dai giovani sabini, che girano il mondo, studiano all’estero e viaggiano come tutti i loro coetanei, che utilizzino la mentalità che hanno acquisita e quindi le nuove tecnologie e le applichino. La presenza di un reatino a capo del gruppo voluto da Passera, aiuterà a fare bene e a convincere molti a darsi da fare».

Commentiamo l’ultima semestrale e i risultati di Cariri negli ultimi anni. «Sotto la mia gestione, i bilanci si sono chiusi sempre positivamente. Ciò si deve alla dedizione e all’attaccamento all’istituto del nostro personale e alla dirigenza che è assai qualificata».

Per concludere, il presidente Rinaldi mi racconta dell’invidia che ha provato quando, la scorsa stagione, invitato a Parma per un meeting finanziario, ha assistito ad un concerto nell’Auditorium Niccolò Paganini realizzato da Renzo Piano nel vecchio zuccherificio Eridania di quella città, e “collocato all’interno di un programma di riqualificazione urbana che si prefiggeva il complessivo riuso delle strutture insediate conservando le architetture più significative e inserendovi funzioni di rilevanza urbana e territoriale”.

«Che miracolo se anche a Rieti riuscissimo ad utilizzare lo zuccherificio Maraini come hanno fatto a Ferrara?».

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