Rifugiati di via Salaria, occorre una soluzione

A portare un minimo di sollievo sono stati, poche ore prima di Natale, il diacono Arnaldo Proietti e don Valerio Shango. I responsabili di Migrantes e Pastorale sociale avevano sollecitato la comunità reatina ad alleviare il disagio dei rifugiati occupanti il villino di via Salaria. E al gruppetto di africani, che, immediatamente dopo lo sgombero disposto dalle autorità senza provvedere ad alcuna alternativa, erano tornati nell’edificio, è arrivato in dono, grazie alla generosità di chi ha risposto all’appello, legna da ardere, coperte e vestiario. Si è inoltre provveduto a riallacciare le utenze, visto che erano stati per giorni senza acqua calda, senza riscaldamento e persino senza corrente elettrica. Ma si tratta solo di una toppa nell’emergenza, scrivono in una nota Proietti e Shango: «senza ulteriori aiuti la casa tornerà ad essere una ghiacciaia nella quale sarà nuovamente difficile lavarsi, difficoltoso cucinare, duro vivere». Di qui la chiamata in causa delle istituzioni pubbliche, alla cui disattenzione è in gran parte dovuta lo stato di cose: la mancata vigilanza infatti «ha lasciato spazio allo sfruttamento di persone che avevano ogni diritto ad essere protette ed integrate. Uno scandalo che ai costi umani ha visto sommarsi un ingente spreco di denaro pubblico». Aspettando una soluzione istituzionale, i due uffici diocesani «chiedono ancora aiuto a tutti i cittadini affinché la situazione di queste persone fuggite dalla guerra e dalla persecuzione sia la meno disagevole possibile». Pe offrire un contributo contattare l’ufficio Migrantes in Curia o al 329.6326190.

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