Riforma PA: botta e risposta tra Petrangeli e l’«amico» Melilli

È in atto un acceso dibattito a suon di comunicati stampa tra il sindaco di Rieti Simone Petrangeli e il deputato ed ex Presidente della Provincia Fabio Melilli attorno il tema della Riforma della Pubblica Amministrazione.

Petrangeli: «Cancellati da un tratto di penna»

«Una tenaglia incombe sulle aree interne e periferiche del Paese, sempre più impoverite da tagli dissennati e politiche che mettono a rischio la stessa sopravvivenza delle comunità. Non posso non esprimere forti preoccupazioni rispetto al devastante impatto che avrà la riforma della Pubblica Amministrazione sulla nostra città e sulla nostra provincia. La diminuzione della presenza pubblica sul territorio avrà effetti negativi anche sull’economia locale. Rischiamo di perdere presidi importanti, con il conseguente declassamento, rispetto alla centralità di quelle aree metropolitane che continuano ad assorbire le risorse che vengono tolte ai Comuni».

Lo dichiara in una nota il sindaco Petrangeli, che prosegue: «La nuova geografia del Paese, calata sul territorio senza dibattito e misurata esclusivamente sulle necessità delle Città metropolitane, metterà in discussione la sopravvivenza della nostra provincia già impoverita da decenni di scarsa attenzione e di promesse non mantenute. Non possiamo assistere inermi a tutto questo. È necessaria una mobilitazione generale per ribadire che un territorio come il nostro non può rinunciare alla propria identità e alla propria storia».

«Non si tratta di difendere degli status symbol – conclude il primo cittadino – il rischio è ben più elevato di fronte alla certezza che il Governo, dopo averci cancellato con un tratto di penna, non ci darà nulla in cambio condannandoci all’isolamento perpetuo».

Melilli: da Petrangeli «Toni apocalittici»

«Avevo già letto le dichiarazioni del Sindaco Petrangeli sul decreto Enti locali ed il linguaggio mi era sembrato dai toni eccessivi. Oggi leggo le sue dichiarazioni contro il Governo a seguito dell’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione. Esse sembrano pervase da un catastrofismo che ritengo errato e che non condivido».

Risponde così l’onorevole Fabio Melilli alle dichiarazioni del sindaco di Rieti. «Come fa spesso – prosegue il deputato – usa toni apocalittici arrivando fino a dare per certa la cancellazione dei nostri territori ‘con un tratto di penna’. Vorrei ricordare che abbiamo posto in essere una riforma della P.A. che semplifica il sistema pubblico, lo razionalizza e fa risparmiare lo Stato a favore di una diminuzione della pressione fiscale. Lo abbiamo fatto dopo aver sentito per anni, da parte dei cittadini e delle imprese, lamentele sulla sua ridondanza e sulla sua inefficienza. E quando finalmente la semplificazione diviene realtà in molti si riscoprono conservatori dello status quo. Ed invece io credo sia necessario misurarsi con i tempi nuovi, senza timori né conservatorismi».

«Il nostro capoluogo deve rigenerare la sua funzione e per farlo è necessario assumere decisioni veloci ed attivare interlocuzioni con i territori circostanti, entrambe mi pare tardino ad arrivare. Il Sindaco ha due strade: può chiamare le forze politiche, economiche e sociali a raccolta per ragionare sulle soluzioni o scegliere la via della protesta di piazza e dell’opposizione urlata al governo. Mi pare stia scegliendo la seconda strada che forse, per la sua storia politica gli è più congeniale. Sarebbe un peccato se perdesse l’occasione di esercitare una leadership che credo invece il ruolo gli imponga, se vuole davvero difendere il nostro territorio».

Petrangeli: «e il “morituri te salutant”?»

«Sono sorpreso dalle dichiarazioni dell’amico Fabio Melilli, dalla cui oramai trentennale esperienza amministrativa di governo a vari livelli abbiamo tutti imparato come si difendono gli interessi delle comunità locali e dei territori, che ha inteso strumentalizzare le mie dichiarazioni di forte preoccupazione per il futuro della nostra terra» scrive il sindaco di Rieti: «Sorpreso anche perché ricordo bene le sue esternazioni di riprovazione, da Presidente della Unione delle Province Italiane, dinanzi al rischio che le stesse potessero essere sciolte ed il nostro territorio potesse perdere importanti presidi pubblici. “Indebolimento delle 90 città capoluogo, nelle quali verrebbero smantellati gli uffici dello Stato e conseguentemente dei servizi perchè il prezzo richiesto alle autonomie ne tocca la carne viva”, queste le dichiarazioni di Melilli amministratore locale. Il “morituri te salutant” che usò all’epoca è, ahimé, molto attuale».

«Come Melilli sa bene, per averlo fatto egregiamente prima di diventare Presidente della Provincia – aggiunge il primo cittadino – il Sindaco è il garante degli interessi di una comunità al di là delle provenienze politiche e delle appartenenze partitiche. Il mio partito è Rieti e nel ruolo di Sindaco l’appartenenza politica svanisce perché l’interesse superiore è quello della comunità. Per questo motivo ho inteso esprimere tutta la mia preoccupazione per quello che sta succedendo e che mette a rischio la sopravvivenza di una comunità. Mi chiedo, per questo motivo, se un ruolo di leadership si eserciti e si misuri nella difesa degli interessi del proprio territorio o meno».

«Comprendo il ruolo di difensore del Governo che deve svolgere il deputato Melilli e capisco anche che il sistema di elezione dei parlamentari li ha di fatto disancorati da qualsiasi forma di rappresentanza territoriale ma se è vero come scrive che il riordino della P.A. è il frutto di un lavoro di condivisione con i territori la mia preoccupazione aumenta in quanto Rieti e’ stata esclusa anche dalla discussione! Se difendere il proprio territorio e le prerogative di capoluogo di provincia della città di Rieti vuol dire essere conservatori posso dire di essere un conservatore, che vuole conservare per Rieti un ruolo che rischia di perdere in conseguenza di scelte che non condivido» spiega Petrangeli.

«Non ho mai sopportato il pensiero unico e credo che solo dalla comprensione delle ragioni di ognuno si possa trovare la giusta via per svolgere al meglio il ruolo che siamo chiamati ad onorare nell’interesse comune. Personalmente – sottolinea Petrangeli – continuo a ritenere che questo riordino della P.A. e l’attacco continuo che subiscono le autonomie locali mettano seriamente a rischio la coesione sociale e territoriale di un Paese che avrebbe invece bisogno di unità e collaborazione interistituzionale».

«Rassicuro infine l’amico Fabio che al fianco del rammarico per certe scelte, da tempo coltivo un’azione di proposta e concertazione tra tutte le forze politiche economiche e sociali del territorio così come il dialogo e la cooperazione con territori limitrofi. A dimostrazione di ciò, sul piano concreto, sono stato promotore dell’innovativa iniziativa di area vasta CI.VI.TE.R. che ha preso le mosse fin dal 2012 e che in rapporto agli ultimi eventi assume un respiro strategico e di prospettiva. Ognuno di noi – conclude Petrangeli – faccia la sua parte per difendere un territorio che non può essere ulteriormente indebolito».

Melilli: «mi sia consentito un pizzico di polemica»

«Ho letto il comunicato del Sindaco Petrangeli – scrive Melilli – e mi fa piacere notare il cambiamento del linguaggio. Sui temi mi sia consentito un pizzico di polemica. Quando facevamo battaglie (molto solitarie) in difesa delle Province non mi ricordo né le folle né la mobilitazione agguerrita dei partiti. Ed evito di citare le forze economiche e quelle sociali. E se devo proprio essere sincero mi ricordo raccolte di firme per l’abolizione, in piazza Vittorio Emanuele sotto l’ingresso di Palazzo Dosi, di autorevoli esponenti della nostra maggioranza. Sono orgoglioso di aver guidato le Province Italiane in quella battaglia. L’abbiamo persa e credo sia necessario guardare avanti».

«Ed in merito ai deputati che avrebbero perso il contatto con il territorio – aggiunge l’ex Presidente della Provincia – per quanto mi riguarda, ho avuto in passato l’impressione di essere considerato ingombrante piuttosto che assente ma non è questo il punto. Il Governo ed il Parlamento hanno prodotto una legge che contiene numerose deleghe, tutte ancora da scrivere, disegnando un poderoso riordino della macchina pubblica. È naturale che il riordino investa le realtà più piccole e non è un caso che nel passato tentammo di porre all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità dell’allargamento alla Sabina romana dei nostri confini. Anche in quel caso registrando più l’attenzione del Sindaco di Monterotondo che di molti attori locali. Nei prossimi mesi il Ministro Madia ed il Sottosegretario Rughetti elaboreranno i decreti attuativi e lavoreremo tutti per disegnare un’amministrazione più snella e più vicina ai cittadini».

«Condivideremo il Prefetto con Viterbo? Non mi pare un dramma» rilancia il deputato. «Stiamo andando verso l’unificazione degli uffici periferici dello Stato sui territori, uffici provinciali che nessuno oggi peraltro ha messo in discussione. Continueremo ad averli e continueremo ad avere gli uffici della Camera di Commercio. Non avremo più probabilmente un presidente, sette membri di giunta e ventidue consiglieri camerali. Anche qui non mi pare drammatico, anzi tutt’altro. D’altronde le associazioni di categoria e molti sindacati hanno già fatto scelte tendenti alla regionalizzazione o alla razionalizzazione delle loro strutture e non mi pare si sia indebolita la loro forza di rappresentanza. L’Aci e il Pra saranno un’unico ufficio con un’unica banca dati. Verrebbe da dire: era ora, visto che sono decenni che se ne parla. E potrei continuare».

«Ma il tema che va posto, sul quale ho cercato di stimolare il dibattito nei mesi passati e che abbiamo il dovere come classe dirigente di realizzare è un altro» spiega Melilli: «Cosa facciamo per irrobustire il nostro sistema? Abbiamo detto più volte che la scomparsa o l’indebolimento del ruolo dell’ente Provincia muta di fatto il ruolo del capoluogo. Quel ruolo non deriva più dalla sua certificazione normativa ed istituzionale ma va conquistato, giorno dopo giorno, con scelte nuove che, per quanto ci riguarda, investono il sistema dei servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporti, energia, banda larga, nuove tecnologie, servizi innovativi alle imprese).
La classe dirigente del capoluogo ha un compito grande: portare Rieti ad essere punto di riferimento per un’area persino più vasta della nostra provincia. Un ruolo che, a differenza del passato, dovrà conquistarsi. Non basta declamarlo».

«Rieti – conclude Melilli – può guidare la stagione della trasformazione istituzionale o subirla passivamente. Io ho il dovere di richiamare il Centrosinistra, che è forza di governo a tutti i livelli, alla necessità che si giochi la partita e non, come si rischia di fare, che si rimanga nel bordo campo della conservazione. O addirittura che si facciano scelte espressione di una visione tutta giocata dentro le mura cittadine. O lo facciamo noi o non lo fa nessuno. Lasciamo alla destra il pettegolezzo e l’analisi approfondita delle polemiche Melilli – Petrangeli. Mi pare non vadano oltre. A noi spetta il compito di governare il cambiamento. Il PD ci sarà, vedremo gli altri».

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