Un ricordo di Rachele Novelli nel ventesimo anniversario della sua scomparsa

Nel ventesimo anniversario della sua dipartita è stata celebrata una messa nella chiesa di Regina Pacis in ricordo di Rachele, una tra le persone più impegnate nella vita della parrocchia reatina.

«Acque limpide e onde di smeraldo… e ancora il ripetersi nel cuore la dolce melodia… Tu, unica risposta a ogni perché, tu unica fonte d’amore…»: hanno voluto cantarlo, i cantori del coro parrocchiale di Regina Pacis, questo canto che tanto piaceva a Rachele ed era tra quelli cantati durante il suo funerale vent’anni fa, oltre a costituire il testo che la famiglia volle stampare nel ricordino. In quella stessa chiesa in cui, nel maggio 1997, una folla innumerevole la salutò, la Messa feriale di martedì 9 maggio celebrata dal vice parroco don Cristoforo era in suffragio, tra gli altri, di Maria Rachele Novelli Dalla Libera nel ventesimo anniversario della sua dipartita.

Un ricordo caro, quello di Rachele, che negli anni Novanta fu tra i parrocchiani più impegnati, spendendosi nell’animazione pastorale, nel coro, nell’Azione Cattolica, nell’educazione dei piccoli, oltre che in tante attività di volontariato intra ed extra ecclesiali. Strappata prematuramente all’affetto dei suoi cari da un male incurabile, l’AC diocesana volle valorizzare la sua figura segnalandola, per la diocesi di Rieti, tra i testimoni di santità laicale che, in occasione di un’assemblea nazionale di alcuni anni fa, l’associazione volle celebrare in una mostra dedicata appunto al ricordo di vite esemplari di AC delle diverse realtà diocesane d’Italia. Il suo profilo biografico, da questa raccolta associativa, è poi confluito anche nella sezione “testimoni” del sito Santiebeati.it. Vi si legge la storia di Rachele e della sua dedizione senza risparmio, con «le giornate intere passate nella sua casa trasformata in centrale operativa fra striscioni, castelli di cartone e bandiere, quando i mitici campiscuola dell’ACR di Villa S.Anatolia si avvicinavano e tutto doveva essere pronto; e poi le feste, gli incontri, le manifestazioni diocesane che la vedevano all’opera anche quando non toccava direttamente a lei lavorare. Tante le ore trascorse in parrocchia, fra gli accierrini del suo gruppo, per organizzare le attività, l’animazione delle liturgie, le lunghe prove di canto con il coro… La totale dedizione verso i più piccoli vede Rachele impegnata oltre alle iniziative annuali dell’Acr, anche nel volontariato per la lotta alla leucemia infantile e nell’organizzazione della annuale festa della Scuola Cattolica a Rieti».

Nel celebrare il 20° anniversario, un pensiero, letto al termine della liturgia, è stato proposto, a nome di parrocchiani e amici, da Nazareno Boncompagni:

Sembrava ieri, Rachele, quando abbiamo pregato dinanzi al tuo corpo privato dell’anima salita al cielo. E sono già vent’anni…
Per te non vuol dire niente… sei ormai in Dio, sei nell’ottica dell’eternità, laddove un giorno vale mille anni e mille anni come un giorno solo… Ma per noi sono tempo che scorre. E ricordiamo quanto per te il tempo fosse prezioso: ne avevi poco, sapevi, soprattutto l’ultimo periodo della tua malattia, che te ne rimaneva pochissimo, e lo hai valorizzato in pieno. Lo spendesti tutto al servizio degli altri: della tua famiglia, delle tue figlie allora l’una bambina l’altra adolescente… della tua comunità, questa comunità di Regina Pacis che amavi e servivi… dei tanti piccoli, cominciando dai ragazzi dell’ACR che, nei pochi ma intensi anni che ti hanno vista educatrice, accostavi uno a uno quasi come una seconda mamma, e per i quali davi il massimo quando c’era da organizzare campi, incontri, attività… e ti facevi mamma e sorella maggiore anche degli altri educatori più giovani!

«È stata proprio una gran bella storia», disse Emanuele, quel 10 maggio del 1997, all’indomani della tua dipartita, durante la festosa – sì, fu una festa più che un funerale – liturgia con cui ti salutammo in questa chiesa, coi tanti sacerdoti a concelebrare la Messa esequiale che presiedeva don Luigi.

Ora non c’è più nemmeno lui, come non ci sono più, dei preti allora presenti, don Lucio e don Vincenzo, i parroci che avevano accompagnato il tuo impegno. Don Luigi, l’ultimo arrivato lassù, lo avrai accolto con il tuo sorriso, lo stesso che ti sforzarti di mostrare quando, il giorno prima che Sorella Morte venisse a prenderti nel suo abbraccio, celebrò nella tua camera, a casa, presente qualcuno di noi, l’ultima eucaristia per te e con quel cucchiaino col sorso di vino consacrato (poiché ormai non potevi ingerire più nulla di solido) ti comunicò al Sangue di Cristo, perché fosse viatico di accompagnamento alla beata eternità…

Vogliamo pensare che ora siate tutti insieme lì, nella casa del Padre, dove qualche giorno fa ti ha raggiunto anche tua mamma Bruna. E che tutti quanti, nella comunione dei santi che crediamo e professiamo, pregate con noi che ancora siamo qui a combattere la nostra buona battaglia…

In vent’anni tante cose sono cambiate e tante sono come quando tu eri tra noi… Tu continua, insieme a tutti loro, a vegliare sui tuoi familiari, sui tuoi fratelli di fede, sui tuoi amici, su questa comunità parrocchiale, sull’AC e le varie realtà che ti hanno vista attiva e zelante! E in particolare, con don Luigi, prega con noi il Signore, “complice” la Madre sua, la beata Vergine di Lourdes Regina della pace, perché il sogno dei campiscuola e della casa che li accolse, per il quale lui tanto si è speso e che ha trovato in te per alcuni anni un validissimo sostegno, possa continuare a essere un’esperienza viva e vivificante per tanti piccoli, per tanti giovani, per tanti che, come te, credono ai valori dell’educazione e della crescita nella gioia della fede.
E tra poco, insieme a noi, canta anche tu dal cielo al Signore che… se lui, risorto, è con noi… la notte non verrà!

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