Giugno Antoniano Reatino

Riconoscere la bellezza dell’incontro: questo il tema del Giugno Antoniano

Un grande applauso ha salutato l’apertura del Giugno Antoniano Reatino. Ed è stato un modo per esprimere la gioia dei tanti riuniti in San Francesco di poter pregare insieme il Signore

«Finalmente ci incontriamo, qui in questa chiesa aperta per rendere insieme gloria a Dio in onore di sant’Antonio». Un grande applauso ha salutato l’apertura del Giugno Antoniano Reatino. Ed è stato un modo per esprimere la gioia dei tanti riuniti in San Francesco di poter pregare insieme il Signore. Un sentimento in cui ha risuonato forte il tema dell’incontro, che i frati cappellani della Pia Unione hanno voluto cucire sui festeggiamenti antoniani di quest’anno.

«Incontro, non scontro», ha spiegato il padre cappuccino Antonio Maria Tofanelli: «dall’incontro nasce sempre qualcosa di importante, di bello, nuovo, le vite possono cambiare». Lo dimostrano i tanti incontri che hanno segnato la storia dell’uomo e del cristianesimo. «Pensiamo all’incontro tra la Madonna e lo Spirito Santo, o a come quello della stessa Vergine Maria con la cugina Elisabetta ha dato vita a una meravigliosa storia di carità e di servizio. O ancora l’incontro tra i due cugini Gesù e Giovanni Battista sulle rive del Giordano, all’incontro di Gesù con gli apostoli». E poi l’incontro di ciascuno con la grazia di Dio, esemplificato dalla storia di san Francesco «che incontra il crocifisso, che si imbatte lebbroso».

Pure la santità di Antonio parte da un incontro: quello con i francescani prima e con lo stesso Francesco poi. I francescani martiri cambiano la vita del giovane portoghese «perché lui si domanda cosa li abbia spinti a rischiare, a dare la vita. Inizia così un’esistenza nuova, che prende sul serio il Vangelo. E quando Antonio incontra le persone cerca di essere il sale della terra, di portare la luce della Parola». L’incontro con il prossimo viene illuminato dalla grazia di Dio perché Antonio diventa disponibile a portarla, come Parola di verità, gesto di misericordia, atteggiamento di perdono, di carità e amore a chi soffre.

«Pensiamo alla qualità sei nostri incontri delle nostre relazioni», ha esortato padre Antonio Maria. «Il mese antoniano è l’occasione per rompere con il peccato, per non essere più imprigionati da un cuore duro. Questo giugno è un invito a chiedere la grazia di un cuore che si sappia sciogliere, che sappia liberarsi dalla gabbia dell’individualismo, della chiusura all’altro, per aprirsi al perdono e alla carità».

Un anelito ben esemplificato dall’apertura delle porte della chiesa di San Francesco nel tardo pomeriggio di ieri, con la folla dei devoti che irrompe cercando il volto di Dio attraverso l’intercessione dell’umile frate di Lisbona.

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