Restiamo Umani / Petrangeli: «Rieti modello di integrazione»

«Non dobbiamo avere paura, dobbiamo rispondere con coraggio a questa aggressione contro l’umanità, e per farlo dobbiamo essere uniti e dobbiamo davvero far prevalere la cultura del dialogo, la cultura del rispetto reciproco, e la supremazia della pace e della non violenza su tutto».

È il sindaco Simone Petrangeli a fare la sintesi del «messaggio che dobbiamo mandare al mondo dal centro d’Italia e dalla terra di san Francesco» durante l’incontro multiculturale svolto sotto il Palazzo del Governo nella serata del 20 novembre. Un appuntamento organizzato da Diocesi e Comune di Rieti che ha visto insieme al Primo Cittadino il vescovo Domenico Pompili e le comunità di tutte le confessioni religiose presenti sul territorio.

«Rieti risponde in questo modo alla barbarie, a chi vorrebbe rendere disumani tutti. Noi non glielo permetteremo» ha aggiunto il sindaco: «vogliamo far prevalere il senso di umanità, vogliamo emarginare i terroristi e gli integralismi da qualsiasi parte provengano».

«Abbiamo deciso di chiamare questa manifestazione “Restiamo Umani” perché pensiamo che non si debba rispondere con la violenza alla violenza, e con l’odia all’odio. Dobbiamo restare umani, dobbiamo umanizzare la politica, i rapporti internazionali, c’è bisogno davvero di una presa di coscienza da parte di tutti, dei governanti del mondo, ma anche da parte dei cittadini. Rieti – ha sottolineato Petrangeli – può essere un esempio da questo punto di vista perché è la città di uno splendido modello di integrazione tra nativi e migranti, nella quale c’è una grande collaborazione fra le varie comunità religiose».

Foto di Massimo Renzi.

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