Regina Pacis ricorda Angela Pasqualoni. Mons Chiarinelli: «ha dato tutta se stessa per la comunità»

Si è svolta a Regina Pacis una celebrazione promossa dal locale gruppo dell’Apostolato della Preghiera in memoria – a due mesi dalla sua scomparsa – di Angela Pasqualoni, deceduta nella sua Antrodoco il giorno della Madonna di Lourdes.

Dalla parola di Dio della liturgia del giorno, l’invito a una fede autentica: come quella di Stefano, il capo del neo istituito gruppo dei diaconi, che non esita, nel racconto degli Atti degli Apostoli, ad affrontare le incomprensioni e l’ostilità dei giudei; come quella cui invita Gesù nel brano giovanneo in cui, dopo la moltiplicazione dei pani, rimprovera il fatto che lo acclamino solo perché sazi e invita a cercare piuttosto il vero “pane” che è quello di una vita che sappia “nutrirsi” di lui. È partita da qui la meditazione che monsignor Lorenzo Chiarinelli ha proposto all’assemblea riunitasi nella chiesa di Regina Pacis per la celebrazione promossa dal locale gruppo dell’Apostolato della Preghiera in memoria – a due mesi dalla sua scomparsa – di una persona di cui è rimasto impresso il ricordo a chi frequentava la parrocchia tra gli anni Settanta e l’inizio dei Novanta: Angela Pasqualoni, deceduta nella sua Antrodoco il giorno della Madonna di Lourdes.

Angela fu una presenza stabile nella famiglia parrocchiale durante gli anni in cui fu parroco monsignor Vincenzo Santori. Con lui, con don Luigi Bardotti e con altri che via via capitavano in canonica, condivideva la vita quotidiana e l’attività pastorale. Un’esperienza, ha ricordato Chiarinelli, nata come un’idea particolare, sotto l’episcopato di Trabalzini che segnò il non facile incamminarsi della Chiesa reatina sulla via aperta dal Vaticano II, di avere laici che si dedicassero a vivere in modo pieno, accanto al clero, la missione pastorale: «L’idea era di creare quella nuova consapevolezza di corresponsabilità pensata dal Concilio, che ancora oggi facciamo un po’ fatica ad assumere: il cristianesimo vissuto ancora oggi è un spesso più un prendere che un dare alla comunità!». Dalla parola di Dio «ci viene ricordato che il cristiano è un testimone: oggi abbiamo una grave crisi, non solo di partecipazione, ma della fede stessa», ha detto il vescovo emerito di Viterbo (che di Regina Pacis è “parrocchiano” in quanto tornato, una volta “in pensione”, a risiedere nel quartiere) facendo riferimento anche allo studio del suo amico sociologo Franco Garelli Piccoli atei crescono sull’indifferenza totale alla fede con cui stanno venendo su le nuove generazioni. «E noi stasera, ricordando una persona che ha dato tutta se stessa perché la comunità cristiana potesse crescere sostenuta nel realizzare la volontà di Dio, chiediamo a lui la grazia di questa nuova consapevolezza per tutti».

Quella di Angela, accanto a don Vincenzo e don Luigi, fu a Regina Pacis una presenza attiva nell’animazione catechetica, liturgica, dei gruppi giovanili (l’attività scoutistica la vide in primo piano per anni, storica “Akela” per Lupetti e Coccinelle e punto di riferimento di tutto il reparto dell’Agesci per anni attivo nella parrocchia di piazza Matteocci), nel tenere sott’occhio l’intero dipanarsi della vita parrocchiale nei suoi aspetti organizzativi e pratici. Nel ricordo di lei, la comunità radunatasi a celebrare l’eucaristia in suo suffragio ha chiesto a Dio, nella preghiera comune, di sostenere tutti in un apostolato coraggioso e convinto, come aveva detto don Lorenzo: «Ringraziamo per la testimonianza e la vita di Angela, ma lavoriamo e preghiamo perché ci sia una condivisione piena della crescita in una fede, fede che, se non si investe nel cambiamento dell’esistenza, non è autentica».

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