Referendum per l’acqua: manca la tua firma

C’è tempo fino a venerdì 21 settembre per contribuire a raggiungere le 50.000 firme a sostegno della legge regionale per la tutela e la gestione pubblica dell’acqua che dia piena applicazione all’esito del referendum del 12 e 13 giugno 2011. Ventisei milioni di Italiani hanno detto a chiare lettere che la gestione dell’acqua deve essere pubblica.

«A più di un anno dal referendum, non solo la loro voce resta inascoltata, ma i tentativi di far avanzare le privatizzazioni sono quotidiani. Possono firmare solo i residenti nel Lazio in tutti i municipi di Roma, negli uffici comunali di Rieti e Viterbo e negli altri punti di raccolta indicati sul sito www.referendumacqualazio.it».

Lo ricordano dall’associazione Post-Tribù con una nota. Si domandano gli attivisti: «Ma perché mobilitarsi dopo il referendum del 12 e 13 giugno 2011 per un’altra raccolta firme per l’acqua? Perché la normativa europea dà ancora la possibilità di privatizzare il servizio idrico integrato e inoltre entro il 31 dicembre 2012 tutte le regioni dovranno legiferare in materia di servizio idrico, in particolare relativamente alla riorganizzazione degli Ato (Ambiti Territoriali Ottimali). Per spingere la Regione Lazio verso una gestione del servizio idrico pubblica e partecipata, nel rispetto della volontà popolare, un’ampia coalizione di cittadini, associazioni, forze sindacali e politiche, già impegnate nei referendum nazionali del 2011, ha depositato una proposta di legge regionale da sottoporre a referendum propositivo».

La proposta di legge dovrà essere firmata da almeno 50.000 elettori del Lazio e, se entro un anno dalla sua consegna non sarà discussa, il Presidente della Regione Lazio sarà tenuto ad indire il voto referendario, in cui le cittadine ed i cittadini saranno chiamati ad esprimersi su questa proposta di legge.

«Per questo – concludono da Post-Tribù – vi invitiamo a partecipare a questa battaglia di democrazia che ci riguarda tutti».

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