Quella strage in Ztl

Che mattinata convulsa. Vado in edicola… e la notizia è seria, anzi serissima. Le locandine appese alle pareti urlano a più non posso. Il titolo mi spaventa. M’è venuta paura di aprire il giornale e affrontare la lettura. Una strage! È dalla Seconda Guerra Mondiale che a Rieti non si verifica una strage. Eppure è così. Lo dicono i quotidiani.

Ma siamo uomini! Mi sono fatto coraggio, sono stato, come dire… sopraffatto dal senso civico. E ho deciso che, se c’è stata una strage, era necessario che mi rendessi utile.

Così mi sono precipitato sul luogo del misfatto. Volevo darmi da fare, soccorrere i feriti, scavare tra le macerie. Portavo bende e medicinali.

E invece? Nulla. Assolutamente nulla. Qualche piccione e un paio di pensionati in attesa di un buon caffè. Gli operatori ecologici mi hanno guardato un po’ assonnati e un po’ stupiti.

Ed io, che da buon cittadino, senza capire di che strage si trattasse, ero pronto ad aiutare e a soccorrere, che ero pronto ad indignarmi ed inveire per quella crudeltà senza preavviso e senza regole, mi sono proprio sentito stupido. Erano solo delle multe. Mistero della “penna”…

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