Coronavirus

Quella bellezza che si fa amore

Siamo contenti di aver potuto dare il nostro contributo. Così la presidente del gruppo Starhotels racconta la sua decisione di mettere a disposizione i suoi alberghi di fronte all'emergenza dovuta al diffondersi del Covid-19, ricordando anche che quando c’è amore, c’è bellezza

Nota imprenditrice, proprietaria di maggioranza e presidente di Starhotels, vincitrice di numerosi premi, nel 2019 Elisabetta Fabri è stata anche insignita dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per il suo ruolo nella promozione del patrimonio culturale italiano. Fiorentina di nascita, madre di due gemelli, con uno sguardo fortemente improntato alla valorizzazione dello stile italiano, a partire dagli anni 2000 ha portato il gruppo fondato dal padre ad acquisizioni strategiche sia in Italia che nel cuore delle maggiori destinazioni internazionali. Una donna senz’altro forte e decisa, che di fronte al dolore e alla sofferenza di tante persone per il diffondersi del Coronavirus, non ha esitato ed è stata risoluta anche nella solidarietà offrendo il Cristallo Palace Hotel di Bergamo in comodato d’uso per le persone in quarantena. Non solo. Ha dato disponibilità anche per gli altri 29 hotel del gruppo, fra cui 24 in Italia e gli altri in diversi Paesi del mondo. In quest’intervista a Vatican News, ci racconta cosa l’abbia spinta a questi gesti:

R. – Noi, come Starhotels, avendo alberghi, siamo un’attività che è sempre viva 7 giorni su 7, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Pertanto avere la nostra attività chiusa per la prima volta in tutte le città d’Italia e del mondo, è sicuramente una sensazione spiacevole e dolorosa e quindi abbiamo ritenuto di poter dare il nostro contributo con lo spazio che abbiamo a disposizione. Ovviamente c’è una certa burocrazia, ci sono strutture più adatte che altre anche per le necessità delle varie istituzioni, della protezione civile, quindi è chiaro che c’è una disponibilità e poi si arriva a concludere, come nel caso del Cristallo Palace di Bergamo, città che è stata duramente colpita. Quindi, siamo molto contenti di aver potuto dare il nostro contributo concreto proprio su questa città e l’albergo è stato consegnato domenica.

Il Papa alla preghiera di venerdì scorso ha messo in evidenza come nessuno si salvi da solo. “Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola». Questa consapevolezza anche vi ha mossi?

R. – Certo, noi ci sentiamo molto italiani e infatti il nostro pay-off è “L’Italia nel cuore”. Vedere il nostro popolo colpito così duramente nel cuore ci ha mosso e sicuramente siamo solo noi italiani che possiamo risollevare l’Italia, attraverso la preghiera e attraverso azioni concrete.  E, come sottolinea il Papa, siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo aiutarci.

La vostra social responsibility, l’impegno nel sociale all’interno dell’impresa, ha come nome “La grande bellezza” ed è diretto al sostegno dei piccoli e medi artigiani italiani. Secondo lei, con lo sguardo rivolto anche alla ripresa, l’Italia deve puntare a valorizzare questo ambito?

R. – Sicuramente, noi ci sentiamo degli “ambasciatori” perché negli alberghi gli stranieri arrivano e noi siamo i primi ad accoglierli. Siamo i primi “ambasciatori” dell’Italia e della nostra cultura e per questo abbiamo scelto come impegno, la tutela non solo dei monumenti – come abbiamo fatto in passato con diverse iniziative – ma adesso scendiamo proprio nelle piccole aziende artigiane che, secondo noi, sono parte della nostra identità: dal panettiere, all’argentiere, al bronzista, al falegname. Ci sono delle attività che dobbiamo poter tramandare e quindi riteniamo importante dare lavoro attraverso committenti di oggetti e di manufatti e in più diamo alla nostra clientela la possibilità di gioire di questi prodotti e di mettersi in contatto con gli artigiani per acquistarli. L’Italia deve puntare proprio sulla sua ricchezza culturale e la capacità di far eccellenza.

Quest’attenzione dell’Italia alla solidarietà, quest’amore per la persona, per gli anziani, i malati, i più vulnerabili, è, in un certo senso, il motore della bellezza che nei secoli si è espressa e si esprime tutt’oggi in modo notevole nell’arte, nell’artigianato, nella creatività italiana?

R. – Certo perché “la bellezza salverà il mondo”, e la bellezza sono anche i sentimenti. Quindi il sentimento della solidarietà, del prendersi cura delle persone, di esprimere la propria affettività, sicuramente è un tutt’uno. E quando c’è l’impegno nella realizzazione di un’opera d’arte o di un piccolo gesto d’amore, c’è amore e, quindi, bellezza. E l’Italia è bellezza e amore.

Da Vatican News

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