Provocare il nuovo smarcati dalla ripetizione e dal “sano realismo”: la Pasqua chiama i giovani

È stato un invito a puntare sui giovani, quello ricavato dal vescovo Domenico dalle letture della veglia di Pasqua, che lo hanno visto mettere al centro la figura evangelica del giovane che aspetta nel sepolcro di Gesù per annunciare la risurrezione. Di lui non sappiamo altro, ma non importa: il punto è che solo a un giovane poteva essere affidata la notizia decisiva, perché «solo chi è giovane può provocare qualcosa di nuovo, sottrarsi alla ripetitività della vita, smarcarsi dal “sano realismo” di noi adulti, che ci rende omologati e conformisti».

Gli esempi, ha notato don Domenico, non mancano: «a tredici anni Mozart suonava già davanti al mondo, a ventuno Leopardi scriveva L’infinito, a ventiquattro Einstein scopriva la sua formula, per non parlare della giovane età di chi ha rivoluzionato il mondo con la Rete. Non sarà che la nostra società è così priva di vita proprio perché ha cancellato per errore la gioventù?».

A dispetto dell’abitudine di non prestare attenzione ai più piccoli, dunque, converrebbe fare come le donne che di buon mattino andarono al sepolcro e si sono lasciate dire che il Risorto non era più lì. Il sepolcro vuoto, infatti, dice che «esiste un “altrove” che allarga all’improvviso la nostra percezione della realtà» e la fede «è il segno di una rinnovata giovinezza per cui non ci arrendiamo al fatto che questa vita è la migliore possibile, e quindi non val la pena di cambiarla. Ma ci apriamo a questo annuncio che sposta “altrove”, cioè in Dio, il compimento della nostra esistenza». E in questa direzione va colto l’appuntamento che il compito che il giovane dà alle donne: «Andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete”».

«La Galilea – ha chiarito mons Pompili – non è un luogo geografico soltanto. È il luogo dove tutto era cominciato e da dove tutto riparte. Con una nuova consapevolezza però: è Dio che ci precede sempre». Detto con le parole di papa Francesco: «“Dio è giovane! Dio è l’Eterno che non ha tempo, ma è capace di rinnovare, ringiovanirsi continuamente e ringiovanire tutto”. Per questo a Pasqua è lecito sperare, ben oltre le nostre limitate possibilità».

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Foto di Massimo Renzi

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