Migrantes

Proteste al cimitero, suor Luisella: «Forse non sappiamo più cosa è veramente sacro»

Riflessioni a margine della vicenda delle proteste al cimitero di Rieti da parte della direttrice del servizio diocesano Migrantes

Sabato 12 ottobre, dopo aver letto sui social commenti penosi e razzisti su quanto era accaduto la sera precedente al cimitero di Rieti, mi sono recata sul luogo. Ho cercato la tomba, non è stato difficile trovarla. Un cumulo di terra, senza nome e senza fiori.

Per avere qualche informazione sull’accaduto ho telefonato ai cappellani del cimitero. Mi ha risposto don Casimiro e mi ha detto che per questa sepoltura nessuno li aveva contattati. Che questo ragazzo fosse o no cristiano, mussulmano o altro, penso che una preghiera comunque non sarebbe dispiaciuta a nessuno.

Don Casimiro si è recato sul luogo solo dopo la sepoltura e dopo la telefonata di don Fabrizio, direttore della Caritas. Ha trovato molta Polizia e un gruppo di ragazzi africani che esprimevano il loro malessere perché era stato dato loro un orario diverso per la sepoltura. Quando si sono presentati al cimitero era già avvenuta da un paio d’ore. È vero: parlavano forte, come d’altra parte è un po’ loro abitudine, ma definirli «presenze vocianti e dissacranti» e sottolineare che questo «comportamento è particolarmente allarmante» mi sembra veramente fuori luogo. Successivamente è venuto anche un sacerdote africano, don Giovanni, che, conoscendo la lingua francese, ha fatto da mediatore.

Leggere poi che era una «manifestazione inedita e contrastante con la sacralità e il decoro del luogo», lo trovo decisamente esagerato. Forse non sappiamo più cosa è veramente sacro. Calpestiamo la dignità dell’essere umano, che per noi cristiani è «fatto a immagine e somiglianza di Dio», con l’indifferenza dei più. Da qui una sequenza di libere espressioni razziste che mi fanno vergognare di appartenere alla specie umana. Leggiamo quasi ogni giorno oltraggi fatti ai lavoratori stranieri, violenze e altro. Ma loro sono neri e noi bianchi. Quando avviene un delitto o un furto per opera di un africano o di uno straniero le reazioni verbali sono terrificanti. La cosa triste è sentirle o leggerle da persone che si dicono cristiane.

Viviamo dentro problematiche mondiali enormi: guerre, povertà, sterminio di popolazioni, inquinamento che distrugge il pianeta. Ma qui a Rieti per un episodio, certamente spiacevole, c’è chi grida «mandiamoli via tutti». Che Dio ci perdoni.

Dimenticavo: avevo avuto un appuntamento telefonico con «Il Messaggero» per parlare di queste cose, ma al dunque nessuno mi ha cercata.

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