Progetto Cartoon-Able: a un passo dal risultato

Ha raccolto un grande interesse da parte dei cittadini e anche di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo il progetto Cartoon-Able dell’editrice reatina Punti di Vista. Ma all’obiettivo della raccolta fondi per avviare la produzione degli episodi pilota manca ancora un po’.

C’è un bel progetto a Rieti che è velocemente diventato famoso in tutto il Paese. È “Cartoon-Able”, un’idea bilico tra innovazione e solidarietà nata per rendere cartoni animati accessibili anche a bambini speciali: sordi, non vedenti e ipovedenti, autistici.

«L’idea – ci spiega Benedetta Bellucci della casa editrice Punti di Vista – è nata nell’ambito dell’innovazione ed integrazione sociale per poter dare vita a nuove forme di intrattenimento televisivo, finalmente inclusive, usando differenti linguaggi. Forse in pochi riflettono sul fatto che per esempio un bambino sordo non può seguire i cartoni animati attualmente trasmessi in televisione».

Ma portare avanti un progetto come “Cartoon-Able” ha costi non indifferenti, e per produrre i primi episodi si è pensato di reperire fondi su una piattaforma di crowdfunding. La scelta è caduta su “WithYouWeDo” di Telecom Italia. La raccolta è iniziata il 23 settembre e avrebbe dovuto chiudersi il 23 gennaio, ma data la grande partecipazione ed energia createsi intorno al progetto, Telecom Italia e “WithYouWeDo” hanno deciso di concedere la proroga di un mese.

«Abbiamo tempo fino al 14 febbraio per raggiungere la cifra di 52.000 euro – ci dice ancora Benedetta – per ora siamo a 23401 euro, con 151 donatori ed è già un record!»

Cosa vi ha dato lo spunto per dare il via a questo progetto?

Crediamo fermamente che sia arrivato il momento di considerare e agevolare il benessere dei bambini speciali ai quali ci rivolgiamo. Cosa c’è, da bambini, di più “normale” se non guardare e condividere con amici e compagni le avventure dei propri beniamini? Eppure questo gesto che sembra banale, non è ancora alla portata di tutti. Il messaggio di “Cartoon-Able” è che la cultura e il divertimento devono essere per tutti e di tutti.

Come sarà strutturata la proposta?

Intendiamo realizzare i primi cinque episodi da 5 minuti ciascuno: serviranno da apripista per poi realizzare nuove serie televisive (da 26 episodi per ogni serie) finalmente accessibili. Stiamo pensando di proporre ad alcuni cinema di trasmettere in anteprima i cinque episodi, una volta completati, proiettandoli per scolaresche e insegnanti in modo tale che possano essere collocati al centro di un progetto di inclusione ed integrazione nelle scuole. La partecipazione e la forza della gente che sosterrà il progetto saranno la chiave per poterlo proporre anche a emittenti nazionali e regionali per cercare di dare l’avvio a un nuovo modo di comunicare e fare cartoni, nella consapevolezza che assicurare la cultura e il divertimento a tutti i bambini è un rinnovato senso di civiltà.

L’obiettivo finale è quindi la televisione. Ma avete valutato anche una diffusione alternativa attraverso la rete? In fondo è uno strumento che vede protagonisti proprio i più piccoli. Basta vedere un bambino con in mano un tablet per rendersene conto.

Beh, diciamo che le reti televisive hanno ancora un ruolo fondamentale in questo genere di cose, anche per la capacità di finanziare e sostenere i prodotti che trasmettono. Ma questo non esclude la diffusione sul web. Per altro siamo convinte che il prodotto sia adatto anche al mercato internazionale, in Europa piuttosto che in America. Ovviamente tutto si può migliorare. Il promo di un minuto che abbiamo preparato esprime un potenziale, ma abbiamo in mente personaggi, situazioni e storie. Quella sarà la forza del prodotto.

Comunque vada “Cartoon-Able” sembra una esperienza significativa...

Sì, abbiamo avuto modo di conoscere tante persone, tante storie. Alcuni ci hanno chiesto di creare personaggi con il nome di bambini che non ci sono più o che hanno qualche problema. Un’associazione ci ha suggerito di inserire una situazione che la riguarda da vicino. Ci stanno venendo tanti spunti, un panorama che non può non essere una fonte di arricchimento per noi. Anche per loro non vediamo l’ora di poter scrivere le storie, di poter creare nuovi personaggi, di poter distribuire il cartone animato. La forza di questo progetto rimane soprattutto nell’appoggio che la gente con le sue storie ed esperienze ci ha donato, pertanto per noi è diventato ancora più importante raggiungere l’obiettivo, non solo per non deludere le aspettative, ma soprattutto perché come, e più di noi, credono in “Cartoon-Able” tantissime persone.

Mancano solo i soldi!

In parte, ma abbiamo fiducia nell’entusiasmo di chi ci sostiene. Per noi è necessario andare avanti perché sentiamo il bisogno di disporre una alternativa per i bambini che non ce l’hanno, sperando di poter comporre i 26 episodi per una emittente disposta ad acquistarli.

Incuriosisce il sostegno di personaggi dalla notevole visibilità come Flavio Insinna o Giovanni Allevi. Bisogna ammettere che avete colto un punto, che vi siete occupate di una esigenza che altri non avevano valutato.

Sì, in parte è merito di Animundi, che è la nostra casa di produzione e che in questo ha una marcia in più. Ma molti contatti sono arrivati tramite uno sforzo fatto cercando il contatto sul web, sulle pagine Facebook, scrivendo a tutti e in tutti gli indirizzi che abbiamo trovato. Tutti hanno dato il proprio contributo senza chiedere nulla, nella speranza di convincere le persone ad aiutarci. Ma per il momento non ce l’abbiamo fatta: e proprio per questo continuiamo a rinnovare il nostro appello a tutti.

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