Editoria

Esce oggi “Private”: venti giornaliste reatine si raccontano per beneficenza

Nel libro "Private. Venti giornaliste nel tempo sospeso", alcune giornaliste di Rieti raccontano in altrettanti piccoli diari il tempo del lockdown. Un lavoro benefico che andrà a favore delle donne meno fortunate

Prendi venti donne, tutte giornaliste ma tutte estremamente diverse tra loro. Alcune amiche, alcune meno, alcune colleghe, altre no. Venti mondi sfaccettati e diversi che hanno imparato a camminare insieme, con la stessa cadenza e lo stesso passo. E soprattutto, verso la stessa meta.

Il libro Private. Venti giornaliste nel tempo sospeso, in uscita il prossimo 22 giugno per Funambolo Edizioni, è un po’ questo. Un percorso fatto insieme, superando ostacoli e incomprensioni, diversità di caratteri e di pareri. Ed è così che la diplomatica ha smorzato gli eccessi dell’irriverente, la pacata ha compensato l’esuberante, e via smussando fino al raggiungimento di un delicato equilibrio tutto al femminile.

Un frutto del lockdown

Un lavoro che nasce dalla reclusione forzata dovuta al diffondersi dell’epidemia, e dal proposito di una cena annullata trasposto in un’effervescente chat. Messaggio dopo messaggio e confidenza dopo confidenza, le giornaliste si sono trovate accomunate dalla passione per il proprio mestiere vissuto in una condizione certamente atipica.

«Perché non lo raccontiamo?», ha proposto Paola Cuzzocrea lanciando l’idea alle altre. Tutte d’accordo fin dall’inizio anche a sposare il principio dell’inclusione. Bando alle inimicizie o agli attriti, sono state interpellate altre colleghe alle quali è stato proposto il progetto. Un nutrito gruppo di lavoro in rosa, destinato ad arricchirsi ancora, perché il libro viene poi proposto alla casa editrice Funambolo, composta da ben tre donne che accettano con entusiasmo di sposare l’iniziativa.

Ma non finisce qui. La prefazione è affidata alla penna di Barbara Palombelli, che si dimostra particolarmente felice di far parte del variopinto e attivissimo gruppo.

Un impegno importante

Ora, non resta che decidere la finalità. Si fa presto e il rodato metodo dei sondaggi via chat in questo caso ha vita breve: «Siamo state fortunate, abbiamo avuto solo piccoli disagi in questa quarantena. Mentre altre donne costrette in casa sono state maltrattate, addirittura uccise». È dunque a loro che il libro viene dedicato, «a Larissa, Barbara, Bruna, Rossella, Lorena, Gina, Viviana, Maria Angela, Alessandra, Marisa, Zsuzsanna e a tutte le altre donne morte per mano di mariti, conviventi e fidanzati per il solo fatto di essere restate a casa».

Da anni, ad assistere le donne vittime di casi di violenza ci pensa il Telefono Rosa, al quale verranno devoluti tutti i proventi del libro. Ed entra in gioco un’altra donna, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente dell’associazione, che firma una grata introduzione. Il colorato puzzle è completo, e i venti racconti delle giornaliste reatine Fabiana Battisti, Tania Belli, Paola Corradini, Paola Rita Nives Cuzzocrea, Raffaella Di Claudio, Eliana Di Lorenzo, Francesca Dominici, Ilaria Faraone, Alessandra Lancia, Daniela Melone, Chiara Pallocci, Sara Pandolfi, Alessandra Pasqualotto, Maria Luisa Polidori, Monica Puliti, Catiuscia Rosati, Francesca Sammarco, Stefania Santoprete, Elisa Sartarelli e Sabrina Vecchi prendono il proprio posto nel libro. Per loro, l’illustrazione inedita del fumettista Federico Battisti da usare per la copertina.

Una piccola lezione

Quella cena tra amiche e colleghe dunque non si è mai svolta, ma è diventata qualcosa di più. Si è trasformata in un libro, nell’anima di un progetto, e soprattutto nella consapevolezza che conversando e ragionando insieme per perseguire un obiettivo comune, ogni ostacolo si supera con scioltezza e senza rancore. Un libro intimo, e appunto “privato”, nel quale altre donne potranno forse ritrovarsi o riconoscersi. Private. Venti giornaliste nel tempo sospeso può già essere prenotato sul sito funamboloedizioni.net, e dal 22 giugno potrà essere acquistato nelle librerie e su Amazon.

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