Primo giorno di varchi: Rieti spaesata e opposizione compiacente

Primo giorno di chiusura della Ztl dalle 16.00, anziché dalle 23 e come ad ogni cambiamento accade, soprattutto nella nostra città, nessuno è contento e tutti si lamentano.

In cronaca

Intorno alle cinque del pomeriggio mi aggiro per via Garibaldi dove alcune autovetture sono bellamente parcheggiate sul marciapiede delle Poste centrali. Entro in un negozio e la titolare per prima cosa mi chiede se mi sono accorta di come la via sia deserta. Rispondo che a me sembra tutto normale, ma forse mi sbaglio. E le chiedo come mai sia così avvilita. Ma come! La risposta è ovvia, a portata di mano, come faccio a non vedere, e soprattutto capire, che la chiusura al transito veicolare ha provocato un spopolamento immediato, visto che trascorsa solo un’ora, di tutto il centro storico. «Non gira un’anima» mi ribadisce sconfortata. Al quel punto faccio gentilmente notare che a me la situazione non sembra così drammatica e soprattutto che un centro storico senza auto è il sogno di molti reatini anche se non sembrerebbe. La signora titubante ci pensa su e poi conviene che in effetti quando i reatini vanno a Roma o a Terni lasciano le loro belle macchinine nei parcheggi e poi si fanno i chilometri a piedi per guardare le vetrine. Come è facile, con le buone maniere e la persuasione, convincere chi ti vuole ascoltare. Non sentono invece ragione due attempate signore che salgono da via Cintia e parlano concitatamente tra loro. Chiedo lumi su quella rabbia lampante e la risposta è che probabilmente il permesso per il transito in Ztl ce l’hanno tutti. «Siamo passate accanto al varco dieci minuti fa e i vigili facevano salire tutti. Ma che varco attivo è?». Sarebbe troppo lungo spiegare le nuove regole e orari così annuisco e mi dichiaro assolutamente d’accordo con loro che se ne vanno un po’ più contente di aver trovato un altra cittadina che la pensi come loro. Poco più in là un capannello di persone sta piacevolmente chiacchierando del più e del meno ma ad un certo punto le loro parole vengono coperte da un rombo di tuono che però con il maltempo di questi giorni ha poco a che fare. Si voltano all’unisono cercando di capire da dove arriverà il lampo ed invece vedono tre motorini truccati che, oltre ad averli assordati, si lasciano alle spalle una nube nera che anche in questo caso con il meteo ha poco a che vedere. Epiteti coloriti, forse anche un po’ troppo, accompagnano il passaggio dei tre veicoli che si allontanano indisturbati. «Ma come si fa a lasciare libero il transito per questi selvaggi» tuona (anche in questo caso il maltempo è sempre innocente) uno del gruppo. «Voglio vedere il giorno che investono qualcuno chi paga» risponde un altro. E da lì una lunga, lunghissima serie di improperi rivolti un po’ a tutti. Centauri, amministratori e agenti della polizia municipale. Fortunatamente nessuno di loro era nei paraggi.

In polemica

Quello di oggi è stato il primo giorno di quella che dovrebbe essere una rivoluzione per ciò che riguarda la viabilità del centro storico. L’impressione però è che la rivoluzione potrebbero anche farla i cittadini stanchi di leggi, leggine, ordinanze e quant’altro che ad oggi poco hanno risolto. E soprattutto non hanno messo d’accordo nessuno. Forse l’unica cosa su cui tutti i residenti del centro storico si trovano d’accordo è come mai agli amministratori comunali siano stati concessi permessi di accesso (gratuito) per tre targhe. Ora viene da domandarsi se i nostri consiglieri ed assessori abbiano, a nostra insaputa, il dono dell’ubiquità visto che non si riesca a capire come facciano a guidare tre auto contemporaneamente. O forse, come ha suggerito qualcuno, i tre permessi serviranno anche ai congiunti. Un mistero che forse non verrà mai risolto. Il dubbio grande che rimane è però come mai l’opposizione in Consiglio Comunale abbia fatto passare nel silenzio più assoluto questa delibera. Un’opposizione sempre attenta che sforna comunicati a iosa. Forse questa scelta va bene, fa comodo. Anche a loro? Da cittadini ci piacerebbe avere una risposta e sapere come mai questa volta le penne sono rimaste nei calamai. E nessuno ha avuto da ridire nulla. Forse la gente comune si aspetterebbe una mossa a sorpresa, un segnale forte che potrebbe finalmente fargli capire da che parte stanno.

 

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