Prima che cali il silenzio

Convegno sulla pedofilia. Foto di Massimo Renzi

«La Pedofilia ha due alleati terribili: l’ipocrisia e l’omertà». Lo ha affermato con con decisione il Diacono Nazzareno Iacopini (Direttore dell’Ufficio Pastorale per la Salute della Diocesi di Rieti), in apertura del convegno sulla pedofilia che si è tenuto venerdì 14 giugno a Palazzo Vecchiarelli in occasione della presentazione del libro di Laura ScanuPrima che cali il silenzio”.

Un incontro, coordinato dalla Prof.ssa Lidia Nobili, che si è mosso secondo tre direttrici: etico-morale-religiosa, medico-psichiatrica e giuridico-sociale.

Don Fabrizio Borrello (Responsabile dell’Ufficio Famiglia della Diocesi di Rieti) ha sottolineato come nel pedofilo ci sia la consapevolezza di ciò che fa, la libertà nello scegliere di continuare e, di conseguenza, la responsabilità.

Di piaga trasversale, frutto della “dis-etica” e della mancanza di moralità, ha parlato il Dott. Quirino Ficorilli (Direttore del Servizio Materno Infantile ASL Rieti), secondo il quale è necessario educare su tale malcostume sia le potenziali vittime che i potenziali carnefici.

Dell’aspetto tecnico si è occupata invece la Dott.ssa Marina Vespa (Neuropsichiatra Infantile Servizio Materno Infantile), parlando di pedofilia come disturbo del comportamento sessuale, ma anche di una trasgressione lucida e perpetrata. Alla Dott.ssa anche il compito di presentare il libro di Laura Scanu. L’opera mostra le diverse sfaccettature del dolore attraverso i diversi personaggi, i quali si presentano come “isole di sofferenza e incomunicabilità”, e che vittorioso sarà solo colui che sceglierà il pensiero al non-pensiero.

Infine, l’Avv. Maria Pia Capozza (Presidente dell’Associazione Giovanna D’Arco), ha parlato della pedofilia dal punto di vista sociale e legale, soffermandosi sull’importanza della prevenzione e dell’ascolto del bambino e sottolineando come il termine pedofilia sia entrato nel codice penale, essendo il pedofilo è un criminale seriale.

«Bisogna squarciare il velo di silenzio che avvolge la pedofilia – ha concluso la Prof.ssa Lidia Nobili – avere il coraggio di denunciare il dramma familiare e sociale che si consuma nella solitudine e nel dolore insespresso!»

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