Preghiera per l’unità dei Cristiani: la meditazione di padre Constantin Holban

Domenica 24 gennaio si è svolto, con la celebrazione ecumenica in Cattedrale, il momento culminante della Settimana per l’unità che ha visto raccolti i cristiani reatini. Tre le confessioni aderenti all’iniziativa: con insieme ai cattolici, gli ortodossi romeni e la comunità degli avventisti.

«Il Signore beatifica i poveri in spirito. Che vuol dire?» ha domandato padre Constantin Holban, della comunità ortodossa, invitando a «Non attaccarsi in niente di questo mondo: ricchezza, gloria, situazione sociale e politica».

«La gente si lega troppo alle cose quotidiane e poco alla propria relazione con Dio» ha aggiunto il sacerdote. «Troppi di noi proiettano la vita nel futuro con l’ossessione del fare, del comprare o vendere un mucchio di cose che poi diventano spesso la nostra rovina nei confronti di Dio. Il Signore ci insegna a non legarci a nulla di tutto questo, perché ci fa diventare schiavi di un “sistema”, sia esso politico, economico o di un’altra natura. Schiavi della paura, delle nostre piccole debolezze alle quali non riusciamo a resistere e allora il nostro spirito inizia a marcire».

Padre Holban, si è poi affidato per le conclusioni ad un commento di San Giovanni Crisostomo, nel quale ha colto l’invito per ogni cristiano ad essere «sia il “sale della terra” e che la “luce del mondo”, a percorrere la “via che Cristo ci ha insegnato”, da percorrere per essere degni delle sue parole: “rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”».

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