Preghiera per l’unità dei Cristiani: la meditazione del vescovo Domenico

Domenica 24 gennaio si è svolto, con la celebrazione ecumenica in Cattedrale, il momento culminante della Settimana per l’unità che ha visto raccolti i cristiani reatini. Tre le confessioni aderenti all’iniziativa: con insieme ai cattolici, gli ortodossi romeni e la comunità degli avventisti.

«Vorrei che apprezzassimo questo momento che stiamo vivendo, giacché normalmente noi siamo dei separati in casa» ha esordito il vescovo Domenico. «La casa comune è quella del Vangelo, ma abitualmente noi viviamo questa condizione da separati, e invece in questa settimana, ma come aspirazione in tutta la nostra vita, dovremmo cercare di ritrovare le condizioni di ciò che è profondamente unitivo tra di noi».

Dopo aver ringraziato padre Constantin per averci «fatto apprezzare la tradizione ortodossa con la sua lettura così profonda del testo di Matteo» e il pastore Daniele «che ci ha fatto cogliere la passione con cui leggere la Scrittura» mons. Pompili ha invitato a lasciar risuonare le parole da poco lette del brano di Isaia: «Mi colpisce quell’invito reiterato da parte del profeta: “datemi retta e mangerete bene, vi sazierete di cibi deliziosi”» e ancora: «Perché date tutto quello che avete per qualcosa che non soddisfa?».

«Questo invito e questa domanda mi pare che ci collochino sulla strada giusta per ritrovarsi tra di noi». Per «non vivere come separati in casa», don Domenico ha invitato a sentire le esortazioni del profeta rivolte a ciascuno di noi: «anche noi credenti diamo come per scontata la ricerca di Dio. Crediamo di credere. E invece è importante che sentiamo come anche per la nostra vita è possibile barattare i cibi deliziosi e le bevande inebrianti che vengono da Dio con altri surrogati».

È nel tornare a Dio la strada che porta all’unità: un percorso che rende «capaci di annunciare le opere meravigliose», un approccio che il mondo «spesso distratto e anche un po indifferente verso la fede, aspetta in realtà senza dirlo».

Ma, come rilevato sia padre Constantin che dal pastore Daniele, «soltanto quando siamo in grado di suscitare lo stupore e dunque l’ammirazione grazie alla testimonianza la nostra fede diventa credibile».

«Siamo chiamati ad annunciare le cose meravigliose di Dio – ha concluso il vescovo – e da questa sera con maggiore consapevolezza che non dovremmo farlo da separati, ma insieme».

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