Pranzo dei cento giorni dagli esami di maturità, la tradizione si rinnova

La tradizione del pranzo dei 100 giorni agli esami di maturità si è rinnovata oggi in tutto il territorio reatino. Si avvicina la conclusione di un percorso di studi ed il consueto pranzo, oltre ad essere motivo di divertimento, è per gli studenti anche un modo per esorcizzare gli esami di Stato.

I 100 giorni discendono da una vecchia tradizione militare. La leggenda narra che nel 1840, quando ai soldati dell’Accademia Militare di Torino fu comunicato il decreto regio per cui i corsi si sarebbero conclusi entro tre anni, non avendo più una durata variabile, l’allievo Emanuele Balbo Bertone di Sambuy esclamò: «Mac pi tre ani!» (Ancora soltanto tre anni!).

Da quel momento gli allievi iniziarono a tenere il conto alla rovescia dei giorni; il passaparola fece il resto. In breve tempo tutte le scuole militari iniziarono a festeggiare i 100 giorni che poi si sono trasformati nel countdown che tutti ben conosciamo.

Per gli studenti delle quinte classi superiori mancano esattamente cento giorni alla prima prova degli esami di Maturità, quest’anno in calendario il 20 giugno.

Oltre agli eventi organizzati nei locali più in voga della città, alcune classi hanno celebrato questo momento di festa in autonomia. L’eleganza e la goliardia sono stati il filo conduttore della giornata, declinati in varie modalità, da una semplice cena con i professori o con i compagni di classe, a un week end fuori porta fino a una serata scatenata in discoteca. Per chi è appassionato di viaggi sono stati organizzati anche week-end da passare insieme al mare o in montagna. O addirittura c’è chi vuole fare le cose in grande e volare per 3 giorni all’estero.

Il rito dei 100 giorni è diverso per ogni città e regione d’Italia: ci sono veri e propri rituali portafortuna da completare per affrontare un esame davvero perfetto: in Abruzzo la benedizione delle penne si svolge annualmente al Santuario di San Gabriele, presso Teramo. Ma quelli visti finora non sono i soli santi a cui rivolgersi: ogni studente ha il preferito, ma l’usanza di accendere ceri per guadagnarsi la sua benevolenza è unica per tutti. Nel Lazio è consueto incontrare maturandi che passeggiano per le vie della città dopo aver realizzato scatole colorate in cui raccolgono i fondi per la cena; in Umbria, gli studenti si recano presso il santuario di Santa Rita da Cascia, a cui portano una rosa in cambio della benedizione, in Toscana appuntamento tradizionale a Pisa, per toccare la lucertolina di bronzo a due code, scolpita sulla porta centrale della cattedrale in Piazza dei Miracoli. Il rito dell’onda, tipico di Viareggio, consiste nello scrivere il voto desiderato sulla sabbia e se un’onda lo porta via, il voto arriverà. Ma se non si cancella del tutto, sono 10 punti in meno!

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