Povertà: in Sardegna il reddito di inclusione sociale è legge

La Sardegna è la prima Regione italiana in cui il reddito di inclusione sociale diventa legge. L’isola sarda è stata infatti la prima a soddisfare la richiesta della Commissione europea che dal 1992, con la Direttiva 441, chiede ai Paesi membri di istituire uno strumento concreto in grado di consentire ai più poveri di disporre di risorse e prestazioni sufficienti per vivere. Il 2 agosto scorso è stata approvata la proposta di legge di Sinistra Ecologia e Libertà, che istituisce il Reis (Reddito inclusione sociale) come misura di contrasto all’esclusione sociale e alla povertà. La Regione, secondo la legge, stanzierà 30 milioni euro l’anno a partire dal 2016 con l’obiettivo di portare le famiglie in difficoltà all’autosufficienza economica. Dagli ultimi dati del “Rapporto sulla povertà in Italia” a cura dell’Istat, risulta che un milione e 470 mila famiglie residenti in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta, si tratta in totale di 4 milioni e 102mila persone che sono pari al 6,8 per cento dell’intera popolazione del Paese. In Sardegna, in particolare, i dati parlano di 147mila nuclei familiari indigenti, pari al 20 per cento del totale. L’erogazione partirà dal prossimo 2 settembre tramite accredito su carta di pagamento elettronica e potranno accedere alla misura tutte le persone o le famiglie di cui almeno un componente risieda in Sardegna da almeno 60 mesi.

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