Polonia: Congresso di teologia pratica, a 1050 anni dalla sua cristianizzazione, un “Paese di missione?”

Conversione pastorale e formazione di una nuova mentalità ecclesiale: sono due nuove sfide individuate nel corso del Congresso di teologia pratica conclusosi il 21 settembre a Varsavia

Nel corso della tre giorni gli specialisti della pastorale, dell’omiletica, insieme ai catechisti hanno cercato di rispondere alla domanda “La Polonia a 1050 anni dalla sua cristianizzazione è un Paese di missione?”. Monsignor Wieslaw Smigiel, vescovo ausiliare di Pelplin, ricordando gli insegnamenti di Papa Francesco riguardanti la pastorale che “deve essere costruita in funzione della ricerca di coloro che hanno perso la strada”, ha rimarcato quanto “la conversione sia intrinseca alla vita cristiana e riguardi non solo i singoli bensì tutte le comunità e le chiese”. Andrzej Potocki, docente dell’Università di Varsavia, ha sottolineato la necessità di “attivazione del laicato” indicata già da Giovanni Paolo II nella Cristifideles laici, ma “non ancora sufficientemente visibile”. Il presule ha stigmatizzato “la pigrizia” sia del clero che dei laici che evidenzia la necessità di “una nuova mentalità di conversione”. I partecipanti all’incontro hanno sottolineato inoltre l’importanza di una maggiore visibilità “della missionarietà nella catechesi scolastica” rivolta ai giovani “che fissano il proprio cellulare” e hanno concordato che la Gmg di Cracovia sia stata “l’esempio di una presenza positiva dei giovani nella vita ecclesiale”.

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