Pastorale della Salute in prima linea: tre momenti intensi nel week end

«Da tanti anni operiamo come Ufficio per la Pastorale della Salute nel territorio, ma forse mai come questo sabato e questa domenica appena passati siamo stati così impegnati a svolgere la nostra opera di Chiesa a favore della comunità», dice Nazzareno Iacopini, responsabile della pastorale sanitaria della diocesi. Tre le occasioni vissute nel trascorso weekend: i due corsi di formazione, svolti sabato presso il Centro Sanitario Diocesano in collaborazione con la Caritas e la cooperativa “Il Volo” a servizio della salute dei migranti; la celebrazione, domenica mattina in ospedale, della Giornata Nazionale del Sollievo; e poi la collaborazione con l’Unità di Chirurgia Vascolare del nosocomio reatino all’iniziativa “Un minuto per la vita” per lo screening dell’aneurisma dell’aorta addominale, offerto gratuitamente ai reatini ultrasessantenni come opera di prevenzione.

Il diacono che nella Chiesa reatina dirige l’ufficio diocesano di Pastorale della salute parla con entusiasmo delle attività che hanno visto impegnato il suo settore., cominciando dai due corsi organizzati dal Centro Sanitario Diocesano: «Il primo per garantire interventi mirati di educazione sanitaria rivolto ai migranti ospiti del centro di accoglienza Caritas, l’altro rivolto ai migranti ospiti della Cooperativa “Il Volo”. Un impegno comune quello di mettere al centro la persona, portatrice di un bisogno specifico, cui si riconosce la massima dignità e quindi ogni gesto assistenziale non può che accompagnarsi ad un’azione diretta o indiretta che ne preveda un percorso d’autonomia e di diritti». Da parte di Iacopini il ringraziamento alla dottoressa Pitorri e al personale sanitario per l’importante formazione sulle malattie sessualmente trasmissibili, che si prefigge di «migliorare le condizioni di esistenza dei migranti attraverso le iniziative atte a creare situazioni di benessere e prevenire comportamenti a rischio», nell’ambito delle attività che il Centro Sanitario Diocesano promuove verso le fasce più deboli come appunto gli stranieri.

Poi la Giornata del Sollievo, svolta nella cappella dell’ospedale in sinergia con le diverse associazioni di volontariato: un modo, spiega il diacono, «per festeggiare chi, per tutto l’anno, si impegna a fondo nell’assistenza ai malati e per ricordare a tutti, una volta di più, la presenza di persone che vivono nella malattia e nella necessità». Il direttore dell’ufficio diocesano ci tiene a ringraziare di cuore tutti gli intervenuti, cominciando dal personale del “de Lellis”, il primario di Radiologia prof. Santarelli, la Direzione sanitaria, i cappellani e le suore Camilliane, oltre alle diverse associazioni, con una menzione speciale per l’Associazione Parkinson Rieti.

Infine, la giornata dedicata a “Un minuto per la vita”, per la quale la Chiesa locale è stata lieta di aver offerto sostegno, ospitando l’iniziativa sotto gli archi del vescovado. «Siamo come Chiesa sempre pronti a farci vicino a queste lodevoli iniziative. Infatti questa ha portato dei risultati a dir poco eccezionali: i medici e gli infermieri volontari hanno effettuato oltre 660 screening, effettuando 100 visite in più rispetto all’edizione precedente. Durante queste visite sono state diagnosticate 6 aneurismi aortici e 2 aneurismi iliaci. I pazienti portatori di aneurismi sono stati immessi immediatamente nel circuito ospedaliero dell’UOC di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale Provinciale di Rieti. Questa iniziativa con tali numeri rappresenta un qualcosa di eccezionale, salvando la vita a otto persone, immettendole immediatamente nel circuito medico sanitario di Chirurgia Vascolare».
Il tutto nello spirito del farsi “samaritani”, evitando di “vedere e passar oltre”, verso le situazioni di bisogno che la comunità cristiana si trova davanti.

 

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