Parlare di Ponzio Pilato al Bar. L’incontro al DiciottoZeroUno Lounge Cafè

Venerdì 3 marzo, presso il DiciottoZeroUno Lounge Cafè, si è tenuto un incontro dedicato alla figura di Ponzio Pilato curato dal professor Massimo Casciani e dalla prof.ssa Ileana Tozzi. Una iniziativa compresa nella terza edizione del ciclo culturale «Passaggio attraverso la Passione», promosso in Quaresima dalla Confraternita di Misericordia di Rieti.

Dopo una presentazione di Pilato visto dagli occhi dei Vangeli e degli storici, i relatori si sono concentrati nell’analisi della modernità di un protagonista della passione di Cristo.

Casciani ha iniziato la sua riflessione sottolineando il recente interesse per Pilato di studiosi e scuole esegetiche. Tra gli ultimi, un interessante testo dello storico Aldo Schiavone. La storia del Procuratore romano in Giudea, rappresentante del grande Impero, offre molti spunti di riflessione. Fin dall’inizio del suo mandato, Ponzio Pilato irritò le autorità religiose locali entrando in città con i vessilli Romani (l’ebraismo è essenzialmente iconoclasta) e utilizzando il tesoro del tempio per costruire un acquedotto. Episodi che fanno capire meglio il contesto e lo sviluppo del processo a Gesù.

Sia Ileana Tozzi che Massimo Casciani identificano un elemento di modernità in Pilato nel suo doversi destreggiare nel ruolo di giudice e politico, tanto più avendo a che fare con tematiche di carattere religioso. Molti sono oggi i processi che vedono i magistrati, volenti o nolenti, assumersi responsabilità forse esagerate.

La solitudine di Pilato è anche la nostra. Proprio una sentenza sbagliata, un’assoluzione in particolare, gli costerà il posto di procuratore. Chissà che non sia stata l’esperienza del Nazareno a influire su questa sua decisione. Nel periodo di Quaresima, quando la Parola dovrebbe essere sempre presente nei nostri pensieri, approfondirne il contesto storico e le interpretazioni esegetiche diventa ancora più importante.

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