Parlare per bocca dei ragazzi

Nella Domenica “in albis” la comunità della parrocchia di Regina Pacis ha vissuto un momento di festa e di fede preparato dai cresimandi.

È una di quelle domeniche di cui non puoi dimenticare l’esperienza gioiosa di fede vissuta insieme nella Comunità Parrocchiale di Regina Pacis. Dopo la Santa Messa delle ore 11, i ragazzi che a fine maggio celebreranno il sacramento della Cresima sono stati presentati alla comunità parrocchiale, o meglio si sono voluti presentare in modo semplice ma genuino, come gruppo compatto ben motivato. In un clima di festa, i nostri ragazzi hanno provato a vivere quello che nella catechesi chiamiamo la “redditio”, ossia in modo semplice e originale hanno riportato attraverso movimenti del corpo e parole di alcuni canti scelti con cura, la conoscenza che essi hanno assimilato della Persona di Gesù e, in sintesi, ciò che Gesù ha fatto e ha detto perché abbiamo vita in abbondanza.

Come non venir voglia ai genitori, e magari a tutta la comunità lì riunita, di poter dire in quell’occasione ai ragazzi: «Figlio mio, figlia mia, ti viene consegnato nelle mani ciò che di più prezioso la Chiesa custodisce al suo interno; ti consegniamo il nostro patrimonio più prezioso, ti consegniamo la fede. È il dono che abbiamo accolto prima di te e su cui noi genitori abbiamo cercato di costruire la nostra vita insieme. Accogli con benevolenza questo prezioso tesoro e prenditene cura, così che tu ne venga illuminato dal Vangelo di Gesù».

I ragazzi hanno fatto un lungo percorso di formazione che è durato alcuni anni. Sono costantemente sostenuti ed accompagnati dalle rispettive famiglie e dall’equipe delle Catechiste insieme al Parroco don Fabrizio Borrello.

È bene precisare che nel percorso di iniziazione alla fede cristiana ci sono due fasi distinte, due tempi specifici: un tempo in cui in mezzo ad una data comunità cristiana si riceve la conoscenza della Persona di Gesù, e tutto ciò che Egli ha fatto e Dio Padre ha detto, perché la nostra gioia sia piena.

E viene il tempo – ed è stato questo, proprio nella domenica detta “in albis”, (giorno in cui ricordiamo la riposizione della veste bianca, da parte dei neo battezzati della Chiesa delle origini) – in cui sempre in mezzo ad una comunità di credenti, si viene a “restituire” per così dire ciò che di Gesù si conosce, ciò che in sintesi il Maestro di noi tutti ha fatto e ha detto riguardo al Padre e al regno di Dio, e ciò perché abbiamo vita in abbondanza.

Per la comunità è stato un momento di festa preparato a sorpresa dai giovanissimi ragazzi.

Per qualcuno dal di fuori poteva anche apparire un “piccolo show dei cresimandi”. Se ci si ferma alla superficialità di quest’espressione si potrebbe però banalizzare il percorso e la lunga strada, la fatica ed insieme la gioia per la scoperta della fede cristiana e di appartenenza ad una “comunità credente”. Tutt’altro che “show”. È stata invece un’opportunità per liberare il desiderio di lasciarci evangelizzare ed insieme di evangelizzare. Dopo i primi momenti di imbarazzo, i ragazzi hanno vinto la loro timidezza. Essi hanno cantato e danzato la Fede. Il motivo? Dopo la resurrezione di Gesù la Parola si fa canto. Il canto suscita la danza. E la danza ci provoca gli uni e gli altri a vivere in perfetta comunione.

La gioia di vivere quei momenti di festa alla presenza della comunità si leggeva sui loro volti. E la pace di Gesù risorto era in tutti i presenti.

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