Ospedale in «rosa»: al de’ Lellis di Rieti riconosciuto l’impegno nella medicina di genere

Il 5 dicembre, il Centro di Senologia dell’Ospedale de’ Lellis ha ricevuto oggi dal’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna (Onda), due Bollini Rosa, di una scala da uno a tre, per il biennio 2018-2019, per gli obiettivi raggiunti nel percorso senologico.

«L’Unità di senologia, centro regionale carcinoma mammario – si legge in una nota della Direzione Generale Asl Rieti – è tra le eccellenze dell’Ospedale provinciale di Rieti».

L’ambito riconoscimento è stato ritirato a Roma, presso la sede del Ministero della Salute, dal referente aziendale dottor Fabrizio Liberati.

I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Onda, da sempre impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere, attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

La valutazione delle strutture ospedaliere italiane e l’assegnazione dei Bollini Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura compilato a maggio 2017, composto da oltre 300 domande suddivise in 16 aree specialistiche e validato da un apposito Advisory Board multidisciplinare.

Una commissione multidisciplinare, presieduta da Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali nella candidatura considerando gli elementi qualitativi di particolare rilevanza e il risultato ottenuto nelle diverse aree specialistiche presentate.

Tre i criteri di valutazione con cui sono stati giudicati gli ospedali candidati: la presenza di aree specialistiche di maggior rilievo clinico ed epidemiologico per la popolazione femminile, l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e l’offerta di servizi rivolti all’accoglienza e presa in carico della paziente, come la telemedicina, la mediazione culturale, l’assistenza sociale.

«Sono soddisfatta per il risultato raggiunto» spiega il Direttore Generale della Asl di Rieti, Marinella D’Innocenzo: «finalmente questa Azienda è riuscita a far emergere l’alta competenza specialistica coniugata all’attenzione alla paziente e al suo benessere complessivo declinata al femminile. Un lavoro silenzioso ma instancabile, che in questi anni nessuno mai aveva realmente valorizzato e promosso».

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