Italia

Oggi il decreto per 5 miliardi di aiuti. Ristoro doppio per chi chiude

Previsti nuovi fondi per la Cig, indennità agli stagionali del turismo, credito di imposta per gli affitti commerciali e una nuova mensilità del reddito di emergenza. Via la seconda rata Imu

Fare presto. Il governo conta di varare oggi il decreto con gli aiuti a lavoratori e aziende. L’obiettivo è far arrivare i ristori a fondo perduto ai destinatari entro un paio di settimane al massimo: il giorno indicato sarebbe l’11 novembre. Una ‘fretta’ motivata dalla necessità di rassicurare gli operatori economici e tentare di circoscrivere sul nascere le proteste che stanno emergendo in diverse città. Fare presto dunque, ma anche fare abbastanza: c’è la consapevolezza che non basterebbero pochi spiccioli per placare gli animi in questa seconda ondata di restrizioni anti-Covid.

Per mitigare le ricadute di questa sorta di lockdown part time, sul piatto dovrebbero esserci almeno 5 miliardi di euro. «I nuovi ristori a fondo perduto arriveranno fino al doppio di quelli erogati con il decreto Rilancio», ha assicurato ieri la viceministra dell’Economia, Laura Castelli (M5s). A erogarli sarà ancora l’Agenzia delle Entrate, con bonifici di- ai destinatari, la soluzione che nella primavera scorsa aveva garantito la maggiore celerità. Nel nuovo decreto, il quarto provvedimento economico di questa infinita emergenza, è previsto per le imprese anche un nuovo credito di imposta per gli affitti commerciali di ottobre e novembre e la cancellazione della seconda rata Imu in scadenza il 16 dicembre.

Arriva poi la replica dell’indennità una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo e i lavoratori dello sport e una nuova mensilità del reddito di emergenza destinato alle famiglie che non hanno accesso agli altri ammortizzatori. Ci saranno i fondi per prorogare la cassa integrazione Covid per le imprese che stanno per esaurire le 18 settimane finanziate con il ‘decreto Agosto’. Ed è annunciato anche un sostegno alla filiera agroalimentare colpita dalla chiusura dei ristoranti.

Fondo perduto. Le risorse stanziate dovrebbero essere tra 1,5 e 2 miliardi. Ci sarà un doppio binario in base ai codici di attività Ateco. Un rimborso più elevato per quelle attività che da ieri hanno dovuto sospendere del tutto la loro attività come cinema, sale giochi e scommesse, sale bingo, palestre, centri sportivi o piscine. Il ristoro sarà più ridotto per bar, ristoranti e pub che possono continuare a operare dalle 5 del mattino fino alle ore 18 e proseguire nelle ore serali con il servizio da asporto. In tutto si tratterebbe di oltre 325mila imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro. Ma i nuovi indennizzi andranno anche alle imprese con fatturato maggiore. E saranno automatici per chi ha già fatto domanda nei mesi scorsi. Gli altri dovranno fare ora la richiesta. A maggio furono distribuiti 6 miliardi, ma la platea era molto più ampia, 2 milioni di imprese, con un minimo di mille euro per la singola partita Iva e 2mila euro per le società. Ristori che stavolta dovrebbero essere più pesanti.

Nuova cassa. Scartata l’ipotesi di intervenire con un successivo decreto a novembre, sono in arrivo altre 6 settimane settimane di Cig-Covid aggiuntive, in modo da garantire una copertura fino alla fine dell’anno. Era stata valutata l’ipotesi di estendere la copertura per 10 settimane (fino a tutto gennaio), ma le risorse per ora non bastano. Sarà poi la manovra 2021 a finanziare un’altra tranche di Cassa, 12 settimane, per arrivare in tutto alle 18 annunciate. Temi che saranno al centro del nuovo incontro tra governo e sindacati convocato per domani, dopo la mancata intesa e le polemiche della settimana scorsa sul blocco dei licenziamenti. Per ora il divieto sarà confermato fino al 31 dicembre, poi si vedrà.

da avvenire.it

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