Economia

Nuova vita per i regali: 1 italiano su 3 “ricicla” un dono natalizio

Generi alimentari (vino in primis), libri e sciarpe sono gli oggetti più riutilizzati: lo dimostra lo studio di Confcooperative

Aumentano i nostri concittadini riciclatori dei regali natalizi. A tal punto che in queste feste 2020 un italiano su 3 ricicla il dono ricevuto. È quanto emerge da una ricerca del Centro studi Confcooperative dalla quale emerge che son ben 24 milioni i riciclatori, ossia coloro che non hanno intenzione di conservare quanto ricevuto sotto l’albero. Un’operazione “commerciale” che farà risparmiare qualcosa come 2,8 miliardi. Peraltro i riciclatori crescono, rispetto all’anno scorso, di 1 milione di unità.

Le cause

Ma cosa si nasconde dietro questo fenomeno? Sono diversi i fattori che portano alla strada del riciclo del regalo. In primis il calo delle Tredicesime. Poi la perdita del lavoro e, infine, la determinazione a risparmiare considerate le incertezze, per la pandemia, legate al futuro. Ma se crescono i “ricicloni” non altrettanto può dirsi per il valore complessivo che, infatti, scende di mezzo milione rispetto al 2019. Cosa viene riutilizzato per essere trasformato in un nuovo regalo? Intervengono diverse componenti a cominciare dal fatto che 4 riciclatori su 10 riciclano i doni ricevuti e dimenticati negli armadi. Le donne, da questo punto di vista, si dimostrano più operative toccando una percentuale del 60%. Ci sono poi 3 italiani su 10 che restituiscono i doni ai negozi per commutarli in buoni da spendere o per acquistare oggetti da regalare (anche qui, con il 55%, le donne fanno da apripista). E non manca chi cerca di ricavare denaro: 3 su 10 provano a rivendere sulle piattaforme online. In questo comparto 9 su 10 sono degli under 30 con la percentuale maschile (60%) che prende il sopravvento.

I più scambiati sono i generi alimentari

Per quanto concerne l’oggettistica, i libri rappresentano il 20% dei regali riciclati ma il 50% è rappresentato dai generi alimentari, compresi vini e bollicine, ma pure dolci vari assortiti. Un 25% è dato da sciarpe, guanti, cappelli, cosmetici e profumi. Infine il 5% è un dono legato alla pandemia: gel disinfettante e mascherine.

da avvenire.it

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