Nichi Vendola: «la Chiesa fa il lavoro che non fa più la politica»

In occasione del suo passaggio elettorale in vista delle europee, a sostegno della Lista Tsipras, dopo aver incontrando i cittadini di Rieti nella Sala dei Cordari, il Presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola ha concesso a «Frontiera» una densa intervista.

«Sono disperato perché a 55 anni la scena del mondo è molto diversa da quella che sognavo quando avevo vent’anni» ci ha detto tra le altre cose il Presidente della Regione Puglia. «Ci siamo battuti per un mondo in cui i diritti delle persone potessero essere la religione civile. Il mondo è cambiato: da ragazzino piangevo per il Sud America, perché c’erano dittature fasciste, i giovani erano torturati e dati in pasto agli squali; piangevo perché c’era Mandela in prigione; perché c’erano tante cose feroci. Ma oggi la cosa che ha guastato il mondo è che non c’è più la differenza tra i buoni e i cattivi».

«A quel tempo – spiega Vendola – c’era l’imperialismo americano e c’erano i Viet Cong: sapevamo dov’erano i buoni e i cattivi; c’erano Salvador Allende, gli Intillimani, il popolo di sinistra cileno e c’erano le multinazionali del rame e la Cia: sapevamo chi erano i buoni e i cattivi. Ma a guardare in Siria, oggi, chi sono i buoni e  i cattivi? Sono stragisti assassini quelli del governo e quelli dell’opposizione: dove sono i buoni? E in Crimea: chi sono i buoni, i russi, gli ucraini? È come se si fossero generalizzate le ragioni dei cattivi e non ci fossero più le ragioni dei buoni. Io ho speranza perché dalla fine del mondo è venuto un uomo, il pontefice, che ha rivoluzionato la Chiesa, ma non solo: ha rivoluzionato il linguaggio. A me fa piacere che la Chiesa fa il lavoro che non fa più la politica: critica una società che dà più valore al denaro che alle persone, critica una società liberista. Vorrei che la sinistra imparasse da Papa Francesco a fare il suo mestiere».

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