Neocatecumenali, missione in piazza

È iniziata nelle piazze di Rieti l’evangelizzazione a cielo aperto del Cammino neocatecumenale, quella che papa Francesco, benedicendola, ha definito «stupenda». Le equipes reatine del Cammino si sono divise le piazze principali della città. In quella centrale, ove ha sede il municipio, operano i fratelli della parrocchia di S. Agostino e in piazza Cavour quelli di S. Francesco Nuovo e S. Michele Arcangelo. Catechisti laici, accompagnati da un presbitero e da tanti giovani con un’icona, un ambone, una croce, muniti di chitarra, cembali e tamburi, e soprattutto dello spirito per attestare ai passanti le meraviglie che il Signore ha compiuto nella loro vita, hanno dato le loro testimonianze parlando, pregando, cantando e chiamando a raccolta i passanti per l’ascolto del kérigma.

L’incontro di domenica scorsa verteva su domande concrete: «Chi è Dio per te? Tu credi in Dio? Perché? Hai sperimentato nella tua vita che Dio c’è? Hai sentito il suo aiuto?». La gente si fermava, ascoltava, accoglieva desiderosa il dépliant che le veniva consegnato con i particolari del programma delle prossime domeniche. Nel pomeriggio di oggi le brevi ed incisive catechesi verteranno su domande esistenziali pregnanti: «Chi sei tu? Perché vivi? Quale è il senso della tua vita? Sei felice?». La grande missione che ha avuto inizio a Rieti in contemporanea si svolge nel mondo in 20mila piazze e nella sola Roma in cento.

Alla vigilia dell’avvenimento, Kiko Argüello, lo spagnolo iniziatore, insieme a Carmen Hernandez, del Cammino neocatecumenale, ha rilasciato un’intervista all’Agenzia giornalistica Zenit affermando che san Paolo ricorda come «Dio ha voluto salvare il mondo attraverso la stoltezza della predicazione». Questa lettera è stata scritta in greco e al posto della parola “predicazione” san Paolo usa kérigma, che significa buona notizia. Possiamo dire, dunque, che fondamentalmente il cristianesimo prima di essere una filosofia, una morale o una dottrina, è una “notizia” che deve essere proclamata e che salva chi la accoglie. È la notizia che Dio ha inviato il suo unico Figlio perché desse la vita per ogni uomo. E se l’uomo accetta questa vita che gli viene offerta riceve la salvezza, la vittoria sopra la morte, perché Cristo ha offerto sé stesso per ognuno di noi affinché ogni nostro peccato potesse essere perdonato e potessimo ricevere lo Spirito Santo che ci rende nuove creature».

Sulla necessità di attuare la nuova evangelizzazione Kiko ha detto che il problema è capire che oggi c’è molta gente che ha l’orecchio chiuso a qualunque tipo di informazione, soprattutto di tipo religioso, a causa di pregiudizi, conflitti personali o esperienze passate. Per questo è necessario predisporre le persone all’ascolto. Questo è quello che compiono le Comunità. «Dio fa un miracolo, compie cioè un evento straordinario che pone l’uomo in condizione di aprire le orecchie. Ma questi miracoli cessano quando appare un altro miracolo ancora più grande: la Chiesa come comunità che si ama. Uscire nelle piazze significa per noi dare una grande testimonianza di tanti giovani. Grazie a questo tipo di missione abbiamo visto moltissime conversioni, soprattutto di gente atea o totalmente lontana dalla Chiesa…».

Oggi ancora missione all’aperto a Rieti, alle 17 in piazza Cavour e alle 18 in piazza del Comune dove i neocatecumenali invitano i cittadini ad ascoltare la parola di Cristo.

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