Mv agusta brutale 1090 R

La parola d’ordine in concessionario è esclusività, condita con un po’ di tradizione!

Sono ormai anni che la linea della Brutale non cambia di una virgola e se questa cosa continua non può che esserci un motivo ben preciso: la linea azzeccata, diversi anni fa da Massimo Tamburini ha portato la naked varesina ai vertici delle classifiche nelle vendite mondiali anche a dispetto di un prezzo non così abbordabile ma in questi casi la qualità si paga. Si parla sempre di qualità e ricercatezza nelle finiture utilizzando materiali pregiati e talvolta lanciando mode nel campo delle due ruote come ad esempio l’utilizzo di parti in carbonio o placcature in simil oro per alcune versioni di qualche anno fa.

Concentriamoci sulla nostra interessata, dopo numerose versioni, esteticamente simili tra loro, è stata data in pasto alla produzione un modello in grado di affiancare le migliori sportive già a partire dalle prestazioni, infatti la dotazione del motore quattro cilindri da 1078 cc permette alla compatta naked di poter battagliare con qualsiasi moto in ogni circostanza anche grazie alle dimensioni contenute dell’interasse che la rendono agile e leggera. Procediamo con ordine: dal punto di vista estetico la moto si presenta come affusolata ed elegante e la posizione inclinata del faro anteriore di forma ovale e regolare non fa altro che migliorare la propensione verso il senso di movimento del mezzo e il fascio di luce prodotto è in grado di illuminare in modo sicuro lo spazio in cui si marcia.

Il cruscotto è compatto, misto analogico-digitale con la retroilluminazione di colore rosso che cattura l’occhio e rende accattivante la linea, il tachimetro rappresenta la parte analogica e il fondo scala arriva fino alla cifra di 15000 rpm che vengono raggiunti solo quando si gira la chiave nel quadro e, durante il sibilo dell’iniezione la lancetta si slancia verso quel “magico” quanto pericoloso numeretto; al contrario il contachilometri è digitale e nel momento dell’accensione appare su di esso la scritta 299 km/h ed è reso leggibile grazie alla retroilluminazione di colore arancione che favorisce la buona lettura anche in condizioni di pieno sole.

Il manubrio è piuttosto alto e la forma dei semi-manubri, che alloggiano i blocchetti elettrici, aiutano il confort del mezzo anche se non è molto indicato per i piloti molto alti, infatti i centauri più alti di un metro e ottanta si trovano un po’ stretti. Tornando ai blocchetti questi sono piuttosto intuitivi da utilizzare e ben rifiniti con plastiche ben assemblate e nel bel mezzo del manubrio in molte versioni è applicata una placchetta con il tricolore italiano o in alcune versioni, una placca con il numero di serie, nel caso delle versioni più costose e quindi facenti parte delle serie limitate.

Il serbatoio è ben proporzionato e ben “scavato” per assecondare le forme delle gambe del pilota ed ha una capienza di ben 19 litri con le caratteristiche prese d’aria sulla parte anteriore, particolare che ha fatto storia nel mondo delle sue ruote. Direttamente collegata al serbatoio c’è la sella monopezzo che offre maggior conforto sia al pilota che al passeggero che in questo segmento è accettato un po’ più volentieri rispetto ad altre moto anche se la porzione di sella riservata a questo non è così ampia e non presenta neppure degli appigli a cui reggersi durante la marcia se non il pilota stesso.

Lateralmente al corpo della moto si stagliano i due terminali di scarico “firmati” dalla casa costruttrice e la loro posizione sovrapposta affascina l’occhio di qualsiasi osservatore vista anche la forma spezzata e non troppo ingombrante. Gli scarichi fanno da contorno allo splendido cerchio a cinque razze accostabile alla forma di una stella, unito al corpo della moto con il classico (per Mv-Agusta) forcellone monobraccio. Il gommone posteriore ha dimensioni standard per mezzi di questa cilindrata ovvero 180/55 – ZR 17 M/C (73 W), in linea con le avversarie anche le misure dello pneumatico anteriore di 120/70 – ZR 17 M/C (58 W) ; i freni sono da autentica superbike che ad ogni modo consentono sempre frenate sicure e ben modulabili. Passiamo al telaio traliccio in tubi d’acciaio che permette leggerezza al mezzo e, la soluzione inventata in Ducati, permette come in ogni altro particolare affidabilità e semplicità di gestione alla guida.

Ma adesso bisogna osservare quello che caratterizza la Brutale ovvero il motore, che ormai di brutale ha poco per fortuna, infatti il motore 4 tempi, 4 cilindri con quattro valvole per cilindro e raffreddato a liquido è si in grado di erogare ben 96 KW (131 CV) a 10500 rpm ma con le nuove mappature della centralina diventa ben gestibile. Il cambio è a sei rapporti sempre in presa a bagno d’olio e con comando idraulico che tende ad indurursi con l’uso troppo frequente anche se in città la potenza del motore permette di usare poco il cambio visto che la ripresa è sempre garantita al meglio. La moto non è di certo indicata per i lunghi viaggi ma si comporta bene lungo strade tortuose grazie alla grande agilità e l’angolo di sterzo abbastanza ampio è ben sfruttabile anche in città magari evitando il pavè mal digerito dalle sospensioni.

I freni sono ben modulabili anche se quello posteriore serve come in ogni moto solo per rallentare, e i dischi sono ben proporzionati alle prestazioni della potentissima nuda. Infine i consumi, come sempre dipendono dal polso del pilota e se si procede a velocità legali sono accettabili, c’è anche da dire che superate le velocità concesse, le turbolenze si fanno fastidiose intorno al casco e le spalle del pilota vista la mancanza di protezione mentre la posizione di guida è piuttosto comoda anche se molto caricata sui polsi, non per i più alti però che soffrono un po’ le misure contenute. Alla fine il prezzo che è elevato ma proporzionato alle dotazioni tecniche di serie, infatti si parla di una cifra che può variare tra i 13.990 euro per la versione R e 18.655 euro per la versione più “curata” denominata RR ma come già detto vale la pena spenderli visto ciò che la casa varesina offre. I colori disponibili sono total black, rosso pastello e bianco pastello.

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