I musei del Presepe a Greccio: tante letture, una Natività

Il museo internazionale del presepe di Greccio è una tappa fondamentale della Valle del Primo Presepe. Un luogo speciale che ospita presepi grandi e opere più piccole, provenienti da tutto il mondo. Un grande spaccato dei tentativi di lettura della natività compiuti da uomini di ogni condizione. Di fianco ai lavori degli artisti, infatti, non mancano le realizzazioni di ex tossicodipendenti o di ergastolani.

A nessuno manca lo stupore per l’evento indescrivibile dell’incarnazione, al quale ciascuno è rivolto e cerca di approssimarsi con i materiali e le tecniche più diverse: dalla cartapesta alla ceramica. Il museo non manca neppure di rappresentare tutte le regioni d’Italia, anche perché ciascuna ha donato un pezzo alla collezione.

E il museo del borgo fa in qualche modo il paio con il percorso espositivo che abbraccia la chiesa del santuario di Greccio. Anche qui sono conservati più di cento presepi di ogni provenienza. E tutti hanno una loro storia particolare, una qualche caratteristica unica. C’è ad esempio un grande presepe nel quale è ricostruita la città di Roma. «Ci sono voluti cinque anni per costruirlo», spiega padre Ezio Casella guardando a un opera che stupisce per la vitalità dei personaggi: «Ci sono scene di vita quotidiana perché il mistero dell’incarnazione riguarda la nostra vita di ogni giorno, non è qualcosa di staccato dalla quotidianità». Così, nella capitale della cristianità, la natività è posta tra panni stesi, gente che lavora, dà il cibo agli animali.

Un altro presepe particolare presente nel santuario di Greccio vede una scena davvero originale: riproduce una stanza con due bambini che guardano dalla finestra: «Ignorano i regali che hanno sotto l’albero di Natale – spiega ancora padre Ezio – ma non distolgono lo sguardo dal dono vero, dalla grotta della natività che si vede in lontananza. E poi c’è il contrasto tra una casa bella e riscaldata e il freddo del paesaggio invernale, che però è riscaldato dal Salvatore».

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