Montalbano, burbero che piace

Zingaretti riporta in tv il personaggio creato da Camilleri, il pubblico apprezza

Rai 1 raggiunge abitualmente i suoi picchi d’ascolto in occasione di eventi “clou” come il Festival di Sanremo, la serata finale della trasmissione abbinata alla Lotteria Italia, gli appuntamenti sportivi di particolare importanza. Il ritorno della serie dedicata alle avventure del commissario Montalbano è una vera e propria eccezione: la puntata d’esordio della stagione 2017 ha totalizzato oltre 10 milioni di spettatori, con uno share superiore al 40%. Come gli eventi di cui sopra, forse anche meglio.
Il protagonista è sempre Luca Zingaretti nei panni del Commissario Salvo Montalbano, personaggio creato dalla penna di Andrea Camilleri, che lo ha reso protagonista di una fortunata serie di romanzi. Burbero e spesso sgarbato, il commissario di polizia dell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata si impegna a risolvere i più vari fatti criminali della sua terra, di cui riesce sempre a trovare la soluzione grazie alla sua intelligenza e all’aiuto dei suoi collaboratori: il suo vice Domenico “Mimì” Augello, l’ispettore Giuseppe Fazio, l’agente Agatino Catarella, l’amica Ingrid Sjöström e il giornalista Nicolò Zito. Completano il cast la cuoca Adelina, la fidanzata Livia Burlando, con la quale ha una relazione a distanza.
La produzione è in onda dal 1999, anno in cui la Rai ha deciso di realizzare alcuni adattamenti televisivi dei romanzi e dei racconti di Camilleri, in collaborazione con Sveriges Television, la tv pubblica svedese. Inizialmente trasmessa su Rai 2, la serie è poi approdata su Rai 1 – la rete ammiraglia – in forza del successo di pubblico ottenuto.
La trasposizione televisiva conserva largamente le caratteristiche del personaggio letterario, a partire dall’uso di un linguaggio del tutto particolare: un italiano fortemente contaminato da elementi della lingua siciliana e non privo di neologismi. Come tutti i protagonisti che riescono ad affermarsi come tali, anche Montalbano ha una serie di caratteristiche peculiari che lo rendono unico e irripetibile: è introverso e cocciuto, ha un debole per la buona cucina (soprattutto per quella a base di pesce), durante i pasti mangia in assoluto silenzio, ha un umore lunatico e fortemente condizionato dal meteo, detesta parlare in pubblico, ha una dedizione pressoché assoluta al suo lavoro.
La scelta di Luca Zingaretti come interprete si è rivelata efficace, in virtù delle sue capacità recitative e anche di una certa somiglianza fisica con il personaggio tratteggiato da Camilleri. La forza di questa interpretazione e, di conseguenza, dell’intera produzione sta anche nel riuscito tentativo di veicolare la letteratura contemporanea attraverso un linguaggio popolare, con una trasposizione dai libri alla fiction che – nonostante i vincoli imposti dal mezzo – riesce a non tradire la struttura narrativa originale.
Il paragone fra Zingaretti nei panni di Montalbano e Gino Cervi nei panni di Maigret (commissario creato da George Simenon) sorge spontaneo, anche in forza della dichiarata ammirazione di Camilleri per lo scrittore francese. I due personaggi fanno parte della folta schiera di investigatori televisivi che hanno attraversato i palinsesti della televisione italiana fin dalla sua nascita, nella maggior parte dei casi costruiti attraverso una rivisitazione ad hoc delle opere letterarie.
Sebbene qualunque traduzione dal libro al piccolo schermo finisca inevitabilmente per tradire l’originale a forza di sintesi, riduzioni e semplificazioni, l’idea di far vivere un personaggio letterario anche in televisione ha un suo senso. Soprattutto se invoglia il pubblico a leggere le opere originali…

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