Mons. Pompili sulla crisi: «la Chiesa interprete della voce della gente»

In una intervista per il quotidiano on-line RietiLife, il vescovo eletto di Rieti mons. Domenico Pompili guarda all’attuale situazione di crisi e traccia un parallelo tra la situazione nell’Ombelico d’Italia e quella nella sua Ciociaria, due territori che hanno conosciuto «una industrializzazione molto veloce ma altrettanto destina al fallimento. La Cassa del Mezzogiorno è stata un momento di crescita, che ci ha fatto abbandonare probabilmente anche usi e abitudini consolidati in nome di una realtà che però poi ha mostrato di avere il fiato corto. Sicuramente è un problema che va affrontato».

«Io non ho risposte tecniche però sicuramente è una problema che mi sta a cuore» ha sottilineato mons. Pompili, parlando di una Chiesa «interprete della voce della gente, perché vive a contatto con la gente. Quello che mi riprometto di fare è trovare spazi e luoghi di confronto perché questi problemi non vengano abbandonati a se stessi, per reagire a quella sorta di interzia che talora prende in base a questi momenti di sconforto. Reagire è la condizione per non subire passivamente. In questo periodo storico tutti dobbiamo fare lo sforzo di non buttarci giù. Bisogna trovare la forza, magari ripensando a quelli prima di noi: abbiamo la tendenza ad idealizzare il passato e a pensare che una volta le cose andassero molto meglio, dimenticando quanto fossero duri quei tempi».

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