Michela Murgia al Meeting dei Giovani di Greccio: “Dio è uno sprecone!”

Al Meeting dei Giovani di Greccio la scrittrice sarda Michela Murgia ha stupito fin da subito la platea con un ribaltamento di prospettiva. Ha infatti iniziato il suo intervento affermando che «lo spreco e lo scarto sono valori evangelici».

Una provocazione per confrontarsi con i 150 ragazzi ospiti dell’Oasi Gesù Bambino sul primo dei temi del Meeting: quello della “cultura dello spreco e dello scarto” tante volte denunciata da Papa Francesco.

E per spiegare il suo sorprendente incipit, la scrittrice ha evocato lo stile della quercia, che sparge nel terreno migliaia di ghiande di cui pochissime diventeranno alberi: vale a dire che è proprio “Dio il più sprecone”. Lo spreco anzi è quasi una definizione della Sua grazia elargita con tanta generosità.

Una constatazione che è anche il punto di partenza per un’insolita chiave di lettura del Vangelo, nella quale si colloca “l’abbraccio sprecato” del padre del “figliol prodigo”, proprio mentre nella stessa parabola il ritratto dell’altro figlio rispecchia una cultura dell’efficienza che si muove in senso opposto alla logica di Dio.

Tirate le somme, «lo scarto è un obbligo cristiano». Resta da capire dove destinare questo “spreco” della nostra ricchezza interiore. E allo stesso tempo occorre «fuggire dall’ordine perché genera violenza»: il caos è possibilità e Dio è un elemento caotico.

Lo scarto, in fondo, dipende «dall’idea di ordine che abbiamo in testa, dal nostro sistema identitario». Molti dei problemi del mondo moderno derivano proprio da questa chiusura nella nostra identità.

Il cuore dell’intervento di Michela Murgia sta nella formula secondo cui «il perdono è uno spreco d’amore», perché si offre anche a chi non lo merita. Per questo Gesù stesso è uno «sprecone assurdo».

Tutte definizioni apparentemente paradossali che mettono in luce cosa dobbiamo sprecare e cosa no, perché «la conversione richiede un eccesso d’amore». Un bellissimo scarto.

Foto di Paolo Cesarini.

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