#Me/We: Tutti i colori del “noi”

Sono stati 150 i giovani che hanno partecipato al Meeting di Greccio. Non solo reatini, ma provenienti anche da Terni, Roma, Perugia e Torino… e anche da paesi più lontani. E non c’erano solo cattolici, ma anche una piccola rappresentanza musulmana. Un buon numero, infatti, è arrivato dai progetti di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati. Tutti ragazzi provenienti dal Gambia, dal Ghana, dalla Nigeria, dal Mali, dal Senegal, dall’Iraq, dal Pakistan… Ed anche loro come tutti hanno avuto uno spazio e sono stati ascolti.

«Ho un breve messaggio per voi – ha detto un ragazzo afgano – parlo poco l’italiano ma sono molto contento dell’esperienza che ho fatto qui. Dio vi benedica e benedica l’Italia». Poi riprendendo il microfono ha tenuto ad aggiungere che «occorre distinguere il comportamento di una persona cattiva e la religione alla quale appartiene. Non sono “i musulmani” a comportarsi male, sono le singole persone che si comportano male».

«Siamo arrivati soltanto sabato, ma siamo riusciti a vedere tante persone diverse – ha aggiunto un giovane del Gambia – forse non siamo riusciti a cogliere tutte le esperienze a causa della lingua, però non vedo persone singole: siamo tutti uno, siamo sorelle e fratelli i quali auguro pace ed unione». Come a dire #Me/We, dal “me” al “noi”.

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