«Mettere al mondo, prendersi cura, lasciar andare»: la lezione della greppia e del bambino

«Lasciarsi stupire dalla greppia e dal bambino, ritrovare così il senso della vita, che è fatto di tre cose: mettere al mondo, prendersi cura, lasciar andare». È stato questo l’invito che il vescovo Domenico ha fatto celebrando nella Cattedrale di Rieti la solennità di Maria Santissima madre di Dio.

«Innanzitutto mettere al mondo, cioè ricordarci che siamo nati per incominciare, per portare al mondo qualcosa di nuovo e di diverso. Ogni apparizione di una nuova vita ci dice questo. Ma non basta fare un primo passo, occorre far durare nel tempo: se non è coltivata, la pianta sfiorisce inevitabilmente. Occorre prendersi cura, reciprocamente: questo è ciò che ci permette di andare avanti. E prendersi cura vuol dire dare forma alla vita, e in questo stare attenti a non fare del male. La vicinanza chiede rispetto. Per questo l’ultimo movimento necessario al vivere è il lasciar andare. Chi vuol bene non controlla, né soffoca, ma lascia che sia. L’esistere è una transizione feconda tra le generazioni, ciò che viene trasmesso apre ad altri esiti. In questa trasmissione della vita si cela il senso del nostro esistere».

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