Mensa di Santa Chiara

Messa di Natale per volontari e ospiti della Mensa di Santa Chiara: un grazie grande come la città

Messa di Natale nella chiesa di San Michele Arcangelo per i volontari e gli ospiti della Mensa di Santa Chiara

Messa di Natale al Borgo per volontari e ospiti della Mensa di Santa Chiara: serviva una chiesa grande come quella di San Michele Arcangelo per accogliere tutti, nel pomeriggio di una vigilia irreale e sospesa, con la città svuotata dal lockdown.

«Un Natale irripetibile, ma non per questo meno vero con la certezza che la vità è un dono che ci è garantito da Dio», ha detto il vescovo Domenico durante l’omelia. «La Mensa non solo non è stata chiusa, ma è stata ancora più aperta e questo grazie a tre doni particolari: l’empatia dei volontari, capaci di mettere i problemi e le necessità degli altri davanti ai propri, come ci chiede il Papa, la loro concretezza, che ha fatto si che anche di fronte a problemi enormi si trovasse sempre la strada per andare avanti. E poi la fratellanza, che l’intera comunità ha saputo esprimere intorno alla mensa».

Quest’anno, più che in altri, è infatti particolarmente lungo l’elenco delle persone, delle associazioni, delle imprese del territorio da ringraziare. Al supporto costante della Chiesa di Rieti e della Fondazione Varrone solo nell’ultimo mese si è aggiunto il contributo fattivo di associazioni come l’Alcli “Giorgio & Silvia”, la Centrale del Latte, il Rotary Club, il Lions Club Flavia Gens, il Lions Velinia Gens, l’Avis di Rieti, Nome Officina Politica, la Pia Unione di Sant’Antonio, il Volontariato Vincenziano, la Banda Musicale “Verdi” di Lisciano, Il Mtb Club Velino, l’associazione Rieti nel cuore. Grazie anche alla testata Rietilife, alla Uil e alla Coldiretti. Tra le aziende ricordiamo il Forno dei fratelli Sorgi, il Forno Sabino, il Salumificio Sano di Accumoli, la Pasticceria Napoleone, il Bar Cristallo, il Todis, la Rimac, la Listanti, l’Azienda Agricola Colle Solatio e i dipendenti della Emec. Molte anche le donazioni di semplici cittadini affluite nel conto della mensa.

«Quello che mi ha colpito di più è stata l’attenzione di questi donatori: non un dare tanto per dare ma un interesse sincero per gli altri – dice la coordinatrice Stefania Marinetti – in fondo, e specialmente quest’anno, siamo tutti in una condizione di difficoltà ma non ci si è chiusi nell’egoismo, anzi. Ognuno ha trovato il modo di rendersi utile per gli altri. Nessuno si è girato dall’altra parte e di questo ringrazio Dio e tutta la città».

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