Malattia e pellegrinaggio: chi l’ha detto che non si può?

Carissimi operatori e volontari sanitari, consentitemi una volta di parlarvi a cuore aperto di una bellissima realtà che da tanti anni vivo insieme a mia moglie, prima come semplice barelliere dell’unitalsi e poi anche come diacono, alla fine del mese di agosto ogni anno.

L’esperienza è quella di un viaggio a Lourdes con il treno bianco. Oggi viviamo un tempo nel quale tutto è prezioso e il tempo stesso non basta mai! Perché allora andare a Lourdes con il treno e non magari in bus che è più comodo o in aereo che è più veloce? Il cosiddetto “treno bianco”, è l’unico mezzo consentito per poter accompagnare tante persone malate e soprattutto in carrozzina!

Il viaggio in aereo infatti è consentito, per legge, a non più di 5 malati in carrozzina! Ecco quindi che questa associazione, che ha più di 250.000 soci in tutta Italia, con migliaia e migliaia di volontari ogni anno organizza (a partire dal mese di aprile con data 29- 5 maggio) i cosiddetti “Treni bianchi” sui quali sacerdoti, medici, volontarie e volontari tutti si pagano il viaggio e le spese di soggiorno a Lourdes per assistere in tutto i malati che desiderano partecipare a giorni di fraternità, di preghiera in strutture create a “dimensione malato” nelle quali anche il tavolo del bar consente ai malati di poter stare seduti in carrozzina senza sentirsi mortificati dalle varie barriere!

La nostra Diocesi, che ogni anno è presente a Lourdes, partirà dal 21 al 27 agosto, ma per chi lo desidera vi è anche la possibilità dell’aereo (22/26 agosto) e ci si può già iscrivere di persona presso la sede Unitalsi di Rieti in Via del Porto 27 telefonando al numero 0746 483491 dalle ore 16,00 alle ore 18,00, Cell. Presidente Unitalsi Sottosezione di Rieti 366 5725142.

L’Unitalsi inoltre organizza pellegrinaggi a Loreto, Fatima-Santiago e Terra santa. Per la Terra santa la prima partenza è dal 17 al 24 luglio prossimo. A qualche indeciso desidererei rispondere con le parole di un giovane (e sono tanti sui nostri treni): «Sono venuto perché ci sono i malati e non pensavo di ricevere così tanto, rispetto al poco che ho dato!» Spero di poter incontrare qualcuno di voi sui prossimi pellegrinaggi, grazie anche a questa povera lettera.

Buon “pellegrinaggio” intanto nella vita quotidiana!

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