Papa Francesco

Madonna, «liberaci da ogni pericolo»

Francesco ha invocato la "Vergine Santa" affinché "illumini le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere la malattia"

“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”.

Così papa Francesco ha introdotto la recita del Rosario nella rotta di Lourdes nei Giardini vaticani.

“O Maria, tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza. Noi – ha affermato il Pontefice – ci affidiamo a te, salute dei malati, che presso la Croce sei stata associata al dolore di Gesù mantenendo ferma la tua fede. Tu salvezza del popolo romano sai di che cosa abbiamo bisogno e siamo certi che provvederai perchè come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova. Aiutaci Madre del Divino Amore a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci attraverso la Croce alla gioia della Resurrezione. Amen”.

Papa Francesco arrivato alla Grotta di Lourdes nei Giardini vaticani aveva deposto un mazzo di fiori ai piedi della Madonna, prima di pregare il rosario in mondovisione, e in collegamento con centinaia di Santuari del mondo per chiedere la fine della pandemia. Accanto a lui nella preghiera persone in rappresentanza delle categorie che in queste settimane sono state in prima linea nella lotta al coronavirus, dai medici agli infermieri, dalla Protezione civile ai volontari, dalle persone guarite ad una famiglia che ha visto in questo tempo la nascita di un bimbo, Jacopo.

Una protezione dalla pandemia, un rifugio dalle sofferenze che avvolgono il mondo intero. Papa Francesco ha concluso la recita del Rosario, dalla Grotta di Lourdes nei Giardini vaticani.

Con un saluto in spagnolo ai santuari collegati dall’America Latina e l’invocazione alla Madonna di Guadalupe si è conclusa la recita del santo rosario, presieduta da Papa Francesco, oggi pomeriggio, nei Giardini Vaticani, su iniziativa del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione e trasmessa in mondovisione.
Prima di questo saluto, il Pontefice ha letto la Preghiera 2 che egli stesso ha invitato a recitare al termine del rosario in questo mese di maggio 2020, nella lettera inviata ai fedeli lo scorso 25 aprile.

“Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che attanagliano il mondo intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione. O Vergine Maria, volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi in questa pandemia del coronavirus, e conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce l’anima. Sostieni quanti sono angosciati per le persone ammalate alle quali, per impedire il contagio, non possono stare vicini. Infondi fiducia in chi è in ansia per il futuro incerto e per le conseguenze sull’economia e sul lavoro”, ha pregato il Papa. “Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio Divino, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla fiducia”. Ancora preghiere di protezione per medici, infermieri, personale sanitario, volontari, sacerdoti.

“Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere la malattia. Assisti i Responsabili delle Nazioni, perché operino con saggezza, sollecitudine e generosità, soccorrendo quanti mancano del necessario per vivere, programmando soluzioni sociali ed economiche con lungimiranza e con spirito di solidarietà. Maria Santissima, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro.

Madre amatissima, fà crescere nel mondo il senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia, nella consapevolezza del legame che tutti unisce, perché con spirito fraterno e solidale veniamo in aiuto alle tante povertà e situazioni di miseria. Incoraggia la fermezza nella fede, la perseveranza nel servire, la costanza nel pregare.
Madre della Misericordia, conduci i passi dei tuoi pellegrini che desiderano raggiungerti nei Santuari a te dedicati in tutto il mondo sotto i titoli più svariati con il tuo sguardo dolce e materno, ascolta la loro preghiera e sii per ciascuno una guida sicura. O Maria, Consolatrice degli afflitti, abbraccia tutti i tuoi figli tribolati e ottieni che il Padre Misericordioso intervenga con la sua mano onnipotente per liberarci da questa terribile pandemia, in modo che la vita possa riprendere in serenità il suo corso quotidiano. Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen”.

Francesco ha chiesto a Maria la protezione per i medici, gli infermieri, i volontari in prima linea in questa emergenza, ai sacerdoti e a quanti assistono i malati. Nella preghiera del Papa anche la richiesta di “illuminare le menti” degli uomini di scienza affinché si trovino “giuste soluzioni” per vincere la malattia. E che i responsabili delle Nazioni, operino “con saggezza, sollecitudine e generosità” programmando soluzioni sociali ed economiche “con lungimiranza e con spirito di solidarietà”. A Maria, il Papa ha chiesto di toccare le coscienze affinché “le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro”.

da avvenire.it

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