Madonna della Pietà a Leonessa: il vescovo celebra la messa nel palazzetto dello sport

La novena della Madonna della Pietà e la festa liturgica del 21 novembre, hanno visto anche quest’anno una partecipazione numerosa e viva di fedeli che si sono ritrovati ogni sera presso il palazzetto dello sport di Leonessa per la celebrazione del santo rosario e della santa Messa.

Devozione molto sentita dal popolo leonessano ed è per questo motivo che nel pomeriggio del 21 è stata portata in processione la statua della Madonna della Pietà in un clima di profondo raccoglimento e preghiera.

I frati minori Cappuccini, le quattro Confraternite presenti sul territorio, l’Amministrazione comunale, le forze di Polizia (si ricorda in questo giorno la Virgo Fidelis, la patrona dei Carabinieri), le festarole, il popolo di Dio hanno seguito il momento in cui la Madonna è uscita, scortata dalla Protezione Civile, dalla chiesa di “San Pietro” ed in processione, attraversando il Corso con evidenti segni di ferite riportate dal terremoto, è stata portata lì dove era raccolta in preghiera tutta la popolazione.

Questa processione voleva essere anche una rievocazione spirituale di quando, nel 1703, la Madonna fu portata in processione per sconfiggere la peste che era nata tra la popolazione proprio a causa del grave terremoto di quell’anno. E la peste fu debellata.

Quando la statua della Madonna ha varcato la porta del palazzetto, una commozione grande ha avvolto tutti i presenti che mai avrebbero pensato di celebrarla in questo luogo. Il vescovo Domenico, che ha celebrato la solenne liturgia animata dalla corale “San Giuseppe da Leonessa”, ha consegnato due messaggi spirituali molto significativi per i presenti.

Il primo è stato tratto dal libro del profeta Zaccaria: «Rallégrati, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te. Oracolo del Signore» (cfr. Zc 2,14-17).

«Siamo intorno al VI secolo A.C. ed il Profeta – spiega il Vescovo – sta parlando al popolo che ritorna dall’esilio babilonese: Israele affronta la stessa nostra condizione spirituale e materiale. Non ha più casa, né luogo per il culto; ma Zaccaria li invita a risorgere perché i tempi tristi sono passati».

Ed anche nel Vangelo di Matteo si trovano spunti necessari per un nuovo cammino di fede che nasce proprio dalle rovine causate dal terremoto: «Gesù sembra prendere le distanze da sua Madre attraverso l’affermazione “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?” (cfr. Mt 12,46-50). In realtà ci sta indicando il vero cammino per diventare suoi familiari attraverso l’ascolto della volontà di Dio che si esprime nell’obbedienza alla Parola e ai gesti di Gesù. È il momento propizio, questo del terremoto, per risorgere e ricostruire una comunità più unita e più forte».

Al termine i Confratelli della “Madonna della Pietà” seguiti dai fedeli, hanno processionalmente riaccompagnato la statua lignea del XVI secolo presso la nicchia nella cripta di “San Pietro”.

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