Ludopatia: buon riscontro per il convegno della diocesi

Il 5 aprile si è svolto presso l’Auditorium Varrone di Rieti l’incontro formativo “Ludodipendenza: lo sviluppo sociale e il problema del gioco di azzardo”, organizzato dall’Ufficio per la Pastorale della Salute della Diocesi, davanti ad una sala gremita, che ha accolto, tra gli altri, numerosi giovani, provenienti dalle classi di scuola media inferiore e superiore, accompagnati dai rispettivi Professori.

L’incontro è stato introdotto dal diacono Nazzareno Iacopini, direttore dell’Ufficio diocesano della Pastorale della Salute, che ha sottolineato la gravità del fenomeno del gioco d’azzardo, elemento disgregante delle personalità dei dipendenti, delle famiglie e della società intera.

Dopo il saluto del Vescovo mons. Delio Lucarelli e delle autorità presenti in sala si è dato inizio ai lavori veri e propri.

Il dott. Luca Sabetta, ha descritto con precisione le caratteristiche del giocatore “sociale”, che svolge la sua attività per divertimento e può smettere di giocare quando vuole, e quelle del giocatore “patologico”, ossessionato dalla vincita e prigioniero del vizio. Il gioco può infatti diventare una dipendenza vera e propria, anche se senza sostanza, sottendendo un meccanismo psicologico analogo alla dipendenze da abuso di sostanze. Il dott. Sabetta ha inoltre affrontato il problema delle cure, affermando quanto sia più efficace la prevenzione, accennando alle possibilità di terapia mediante la creazione di gruppi e percorsi riabilitativi.

È poi intervenuto il Sostituto Commissario della Polizia di Stato e Responsabile della Sezione di Polizia postale e delle Comunicazioni di Rieti Domenico Putortì, che affrontato il tema dell’uso ed abuso dei videogames e del gioco on-line, descrivendo le modalità e possibilità dei giochi d’azzardo disponibili sulla Rete. Il gioco virtuale colpisce in maniera subdola soprattutto i giovani ed ha le caratteristiche di essere difficilmente controllabile. La ludopatia diventa un problema di ordine pubblico nel momento in cui il giocatore compulsivo è alla perenne ricerca di denaro, facile preda degli usurai, arrivando a spacciare, prostituirsi e rubare anche nella stessa famiglia di appartenenza. È stata fatta inoltre la differenza fra i giochi leciti autorizzati (che hanno limiti di giocata e certezza nei tempi e modalità di accredito delle vincite) e quelli non leciti.

Don Zbigniew Formella, Docente dell’Università Pontificia Salesiana, ha affermato la necessità di Internet nel mondo moderno, ma anche la difficoltà per alcuni utenti di distinguere la realtà virtuale da quella reale. Oggi il 30% degli adolescenti sono a rischio di dipendenza da Internet, con tutte le conseguenze che ne derivano, fino all’induzione al suicidio. Il sano equilibrio, ha affermato don Formella, non viene dall’imitazione degli altri, ma dal riconoscimento di sé stessi per non perdere la propria identità, imparando a controllare la Rete piuttosto che subirla.

Ha concluso i lavori il dott. Tommaso Cosentini, dell’Associazione dei Medici Cattolici della Diocesi di Rieti, che ha sottolineato le responsabilità etiche dello Stato e l’urgenza di risolvere la crisi di valori che ha causato e sostiene anche la crisi economica che vive la nostra società. Ha affermato inoltre la necessità di una rete di solidarietà interpersonale, nell’ottica del buon samaritano evangelico, che presuppone l’esistenza di un vincolo di fraternità fra gli uomini, in modo che ognuno si prenda cura del suo vicino e possa far uscire le vittime del gioco d’azzardo dalla solitudine per poterle indirizzare agli opportuni rimedi e terapie.

Nell’anno dedicato alla famiglia, la nostra Diocesi fa ancora un passo avanti nella strada dell’educazione, oggi più che mai necessaria forma di evangelizzazione e lievito della società.

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