Lorenzo Marone al Premio Letterario Città di Rieti

«Sono nato a Napoli, dove vivo, nel 1974. Per quasi dieci anni ho esercitato la professione di avvocato, anche se dentro di me sentivo che quella non era la mia strada. Nel frattempo scrivevo racconti che non facevo leggere. Poi un bel giorno ho deciso di non farmi più trasportare dal vento e ho iniziato a inviare i miei scritti in giro».

Così si racconta Lorenzo Marone, in gara nel Premio Letterario Città di Rieti con “La tentazione di essere felici” (Longanesi). Venerdì 19 febbraio lo scrittore è stato presente all’Auditorium Varrone per presentare il romanzo e dialogare con il pubblico. Un’ora prima dell’evento pubblico, lo scrittore ha incontrato la classe della Casa Circondariale di Rieti, una delle più importanti novità introdotte in questa nuova edizione del Premio che vedrà un gruppo di detenuti coinvolti nella giuria popolare con il loro voto. Sono 180 le adesioni dei cittadini che hanno scelto di svolgere il ruolo di giurati e che quest’anno hanno accolto la proposta avanzata dal Comune di acquistare i 5 libri in concorso presso le librerie reatine.

L’incontro – come accadrà per i successivi – è stato coordinato da uno dei componenti del comitato tecnico scientifico che ha personalmente proposto il testo scelto tra quelli finalisti. All’incontro saranno sono stati presenti anche gli alunni degli istituti superiori “Elena Principessa di Napoli”, “Luigi di Savoia”, “Varrone”, “Calcagnadoro” e “Jucci” che hanno aderito all’iniziativa “Adotta un libro”.

«Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Annamaria Massimi – per l’elevato numero di partecipanti, ben 180, tra cui moltissimi giovani anche non studenti, che hanno scelto di far parte della giuria popolare che dovrà votare il vincitore del Premio. Un’adesione che testimonia l’interesse della nostra città verso la cultura e in particolare verso il libro. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione di questa nuova edizione del Premio».

La trama:

Cesare Annunziata potrebbe essere definito senza troppi giri di parole un vecchio e cinico rompiscatole. Settantasette anni, vedovo da cinque, Cesare è un uomo che ha deciso di fregarsene di tutti, dei suoi due figli e dei molti sogni cui ha chiuso la porta in faccia. Con la vita in- trattiene pochi bilanci, perlopiù improntati a una feroce ironia, forse per il timore che non tornino. Una vita che potrebbe scorrere così per la sua china, fino al suo prevedibile e universale esito, tra un bicchiere di vino con Marino, l’anziano claustrofobico del secondo piano, le poche chiacchiere scambiate malvolentieri con Eleonora, la gattara del condominio, e i guizzi di passione carnale con Rossana, la matura infermiera che arrotonda le entrate con attenzioni a pagamento per i vedovi del quartiere. Ma un giorno, nel condominio, arriva la giovane ed enigmatica Emma, sposata a un losco individuo che così poco le somiglia. Cesare capisce subito che in quella coppia c’è qualcosa che non va, e non vorrebbe certo impicciarsi, se non fosse per la muta richiesta d’aiuto negli occhi tristi di Emma… I segreti che Cesare scoprirà sulla sua vicina di casa, ma soprattutto su se stesso, sono la scintillante materia di questo formidabile romanzo, capace di disegnare un personaggio in cui convivono, con felice paradosso, il più feroce cinismo e la più profonda umanità.

Ricordiamo che i cinque libri finalisti dell’edizione 2016 sono: La tentazione di essere felici (Longanesi) di Lorenzo Marone; I miei genitori non hanno figli (Einaudi) di Marco Marsullo; Il saltozoppo (Feltrinelli) di Gioacchino Criaco; L’estate del cane bambino (66th And 2nd) di Marco Pistacchio e Laura Toffanello; Le serenate del Ciclone (Neri Pozza) di Romana Petri.

I prossimi incontri si terranno, sempre all’Auditorium Varrone, il 25 marzo ore 17 con Gioacchino Criaco, il 22 aprile ore 17 con Romana Petri, il 20 maggio ore 17 con Marco Marsullo, il 10 giugno ore 17 con Marco Pistacchio e Laura Toffanello.

Foto di Massimo Renzi.

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