L’Officina dell’Arte di Rieti al MEI gioca contro il razzismo

Tra i tanti spazi “sottoculturali” della città, quelli esclusi dai celebrati circuiti “mainstream”, c’è sicuramente l’Officina dell’Arte e dei Mestieri.

Sistemata all’interno del piano superiore dell’ex Piaggio, da qualche anno, e senza troppo clamore, offre alla città una attrezzata sala prove (con la possibilità di effettuare registrazioni) e percorsi didattici ad attori, musicisti e cantanti.

Non solo: con una certa caparbietà, il personale della struttura insiste nello scovare o nell’inventare occasioni di visibilità per i tanti artisti indipendenti che si trovano a Rieti.
Ne è un esempio l’OA Music Festival. Lo scorso 7 settembre, con la sua seconda edizione, l’iniziativa ha dato vita ad un pomeriggio carico di energia e voglia di stare insieme.

E ai Dirty Influence, band vincitrice del concorso, va il premio della partecipazione, dal 27 al 29 settembre, al MEI 2.0 a Faenza. Per chi non lo sapesse, è la più grande vetrina dei giovani talenti emergenti di nuova musica inedita italiana.

Il Mei 2.0, infatti, ha per protagonisti di primo piano i festival e le decine di realtà musicali che ogni anno, in tutta Italia, sostengono e offrono spazio alla musica indipendente ed emergente.

Grazie all’Officina dell’Arte e dei Mestieri, per il secondo hanno consecutivo, sarà rappresentata anche Rieti.

E in quei giorni i reatini parteciperanno anche al Torneo di calcio “Quadrangolare Mondiali Antirazzisti Indipendenti”.

Che dire: mica male, per una sottocultura!

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