“Lo vuole il Papa”

Un docufilm su Pio XII e la protezione degli ebrei nei conventi romani

Un viaggio di 36 minuti tra le pagine che conservano la memoria di uno dei capitoli più dolorosi della storia, la persecuzione degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, e del ruolo giocato da Pio XII che spalancò le porte dei conventi romani per garantire ospitalità. “Lo vuole il Papa” è il docufilm che Tv2000 manda in onda mercoledì 1 aprile alle ore 21.12 (canale 28 del digitale terrestre, 140 di Sky, in streaming su www.tv2000.it) proponendo, per la prima volta in televisione, preziosi documenti sulla protezione degli ebrei chiesta da Papa Pacelli ai conventi romani durante l’occupazione tedesca.

Per il curatore Antonello Carvigiani, si tratta di “un contributo al dibattito storico, fondato su fatti e documenti, per una discussione serena e non ideologica su quegli eventi”. Diretto da Andrea Tramontano, il docufilm punta le telecamere su registri e diari di quattro monasteri capitolini – Santi Quattro Coronati, Santa Susanna, Santa Maria dei Sette dolori, Istituto di Maria Bambina – per mettere in luce i passaggi in cui le religiose dell’epoca annotano, mai in modo più esplicito, che a chiedere l’apertura delle loro case agli ebrei vittime del rastrellamento fu Pio XII. “Abbiamo riunito questi quattro documenti e li abbiamo messi in un’unica sequenza narrativa, storica e filmica”, spiega Carvigiani, precisando che ci si trova di fronte a “rarissime tracce della disposizione impartita dal Vaticano, che non è documentabile”.

Portate alla luce in mesi di ricerche, le testimonianze scritte proposte dal documentario non lasciano alcun margine all’interpretazione: “In queste dolorose situazioni – si legge nelle cronache del Monastero dei Santi Quattro Coronati – il Santo Padre vuol salvare i suoi figli, anche gli ebrei, e ordina che nei monasteri si dia ospitalità a questi perseguitati, e anche le clausure debbono aderire al desiderio del Sommo Pontefice”. E, ancora, dal registro del monastero di Santa Maria dei Sette Dolori: “In tale frangente ebrei – fascisti – soldati – carabinieri e borghesi, cercavano rifugio negli istituti religiosi; che con grave pericolo, aprono le porte per salvare vite umane. È questo il desiderio espresso, ma senza obbligo, dal Santo Padre Pio XII, che per primo riempie di rifugiati il Vaticano – la Villa di Castelgandolfo e San Giovanni in Laterano”. Poi ci sono le testimonianze dirette di due ebrei che furono ospitati nel monastero di Santa Susanna e in quello dei Santi Quattro Coronati: “Sono tutti tasselli che ci aiutano a capire un po’ meglio il ruolo della Segreteria di Stato, della Curia romana e, quindi, anche di Papa Pacelli”, conclude Carvigiani.

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