Linux Day a palazzo Dosi: pinguino in festa anche a Rieti

Sabato 24 ottobre, anche Rieti ha avuto il suo Linux Day: la giornata dedicata alla promozione dei sistemi operativi a codice aperto. Un universo informatico che può essere letto in una moltitudine di modi: dal gesto politico in opposizione alle multinazionali del software, fino ad un più concreto farsi i conti in tasca (le nostre, ma meglio ancora quelle delle pubbliche amministrazioni) scambiando un po’ alla buona il concetto di software libero con quello di software gratuito.

Preso in termini generali il software libero è un software pubblicato sotto i termini di una licenza libera. Vale a dire che ne incoraggia l’utilizzo, lo studio, la modifica e la redistribuzione. E da questo punto di vista il sistema operativo Linux si direbbe essere il prodotto di maggiore successo, se – come qualcuno ha scritto – può a ragione essere definito come è «il più grande progetto collaborativo della storia dell’umanità».

Cos’è dunque che differenzia Linux dal Windows di Microsoft o dai sistemi della Apple? Non tanto la sua gratuità, quanto le libertà che distinguono il modo in cui il suo codice sorgente viene distribuito. A differenza dei sistemi proprietari, conta soprattutto la possibilità di modificarlo e di ridistribuire liberamente la propria versione. Il che apre anche ad una confortante posizione di sicurezza perché ci permette di vedere quali sono le istruzioni che vengono date al computer e, quindi, di conoscere che cosa il programma sta realmente facendo.

Una posizione che ha evidenti ripercussioni concrete in campo educativo, ma anche in quello politico della privacy e della trasparenza. Perché diventa molto più difficile per spie e malintenzionati modificare i software senza venire scoperti.

Qualcuno dirà che sono problemi da “Nerd”, ma oggi Linux è installato nella maggiorparte delle Borse del mondo e nel 95% dei supercomputer. Tipo quello che controlla l’acceleratore di particelle del Cern. Ed è con il software del Pinguino che funzionano i server di Amazon, Google, Facebook e Twitter.

Da parte sua, l’incontro reatino, svolto a palazzo Dosi ha preso il discorso del software libero a partire dagli esempi più famosi e diffusi, come la “distro” Ubuntu, la suite per ufficio LibreOffice e i programmi per la grafica Inkscape, Gimp, Blender, senza tralasciare il discorso delle reti, del recupero dell’hardware datato e del potenziale che il sistema operativo rappresenta per le scuole.

Ma qui vale la pena di aggiungere che ognuno di noi entra continuamente in contatto con Linux senza neppure farci caso: fa funzionare una moltitudine di sistemi per l’intrattenimento, telefonini, elettrodomestici “smart” e apparecchi informatici come i router che forniscono la connessione ad internet senza fili nelle nostre case e nei nostri uffici.

Un compagno etico, efficiente e silenzioso, che un giorno di festa all’anno se la merita proprio.

Foto di Massimo Renzi.

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