L’Indonesia volta pagina: primo presidente senza legami col regime

Joko Widodo non è neppure un politico di professione. Apertura di credito da parte dei vescovi che sperano possa prendersi cura delle fasce più povere della popolazione. Appena eletto, il neo presidente ha ringraziato la Chiesa cattolica per il suo ruolo di stimolo alla partecipazione attiva e democratica dei cittadini.

Appena eletto, il presidente dell’Indonesia, Joko Widodo, si è recato in visita di cortesia alla Conferenza episcopale (Kwi), per incontrare il presidente della Kwi e arcivescovo di Jakarta, monsignor Ignatius Suharyo, insieme ai sacerdoti a capo delle varie Commissioni nazionali e ringraziare la Chiesa cattolica, che ha spinto i propri fedeli a esercitare “con coscienza e libertà” il proprio diritto di voto durante le elezioni dello scorso 9 luglio. La Chiesa cattolica indonesiana, infatti, ha promosso anche corsi di formazione politica, per preparare i cittadini a scegliere in maniera “consapevole” i futuri leader, invitandoli alla partecipazione attiva al processo democratico. Monsignor Martinus D. Situmorang, vescovo di Padang ed ex presidente della Conferenza episcopale, ha dichiarato ad AsiaNews: “Sono veramente grato per questa benedizione calata sulla nostra nazione, ovvero l’elezione di Jokowi a presidente. Sono convinto dai suoi gesti e dalla sua personalità che userà il potere per il bene del popolo, senza preferenze o interessi personali. È l’uomo giusto e spero che divenga un modello per i politici indonesiani, che devono lavorare per la prosperità sociale, la giustizia, lo stato di diritto e l’unità della popolazione. Sta emergendo un nuovo spirito della nazione, un senso comune di appartenenza e una nuova morale sociale”.

Un non politico di professione alla guida del Paese.

Joko Widodo, anche noto come “Jokowi”, ha sconfitto alle elezioni presidenziali, con il 53% delle preferenze, l’ex generale Subianto. Questo risultato è ritenuto un cambiamento radicale per l’Indonesia, dato che Jokowi è il primo dei sette presidenti del Paese a non aver avuto alcun legame con il regime autoritario dell’ex leader Suharto; non è un militare, ma un imprenditore privato e non ha iniziato la sua carriera come un politico di professione. Tutti sperano che l’elezione di Widodo faccia presto uscire il Paese dalla delicata fase che ha attraversato negli ultimi anni, dominati da fenomeni di corruzione e malaffare che hanno inquinato la scena pubblica, con pesanti inchieste che hanno coinvolto personaggi di spicco al potere.

Il sostegno della comunità economica e della Chiesa cattolica.

Vari esponenti della comunità economica hanno espresso fiducia nel programma del nuovo presidente, che viene ritenuto idoneo al rilancio dell’economia indonesiana nel mercato internazionale, mentre l’arcivescovo di Jakarta e Presidente della Conferenza episcopale, mons. Suharyo, ha dichiarato che l’elezione di Widodo “è stata accolta con gioia e speranza dalla Chiesa cattolica indonesiana e da buona parte della società civile. La sua vicinanza ai problemi della gente, il suo essere semplice ma efficace, i suoi modi di fare rispondono pienamente sia alla dottrina sociale della Chiesa che ai valori della nostra Costituzione. Spero che non cambi e che possa dare una svolta al Paese”. L’arcivescovo di Semarang, monsignor Johannes Pujasumarta, ha affermato: “Dal mio personale punto di vista, sono molto contento per questo risultato. Inoltre sono orgoglioso, perché il nuovo presidente viene da Surakarta come me. Spero davvero che durante il suo mandato rimanga come l’abbiamo conosciuto, un uomo di cuore che conosce e capisce le difficoltà della popolazione e che vuole prendersi cura di loro. In modo particolare di coloro che vivono ai margini della società”.

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