Libri

L’«Impossibile» di Erri De Luca coinvolge il pubblico di Leonessa

Trecento persone, tra appassionati di montagne e di libri, hanno popolato la bella piazza di Leonessa per l'evento di Montagne in Movimento dedicato allo scrittore Erri De Luca

L’evento di Montagne in Movimento a Leonessa, dedicato allo scrittore Erri De Luca, è stato un successo di pubblico. Trecento persone, tra appassionati di montagne e di libri, hanno popolato la bella piazza del borgo storico nel rispetto della normativa Covid-19 e del distanziamento, seguendo tutte le procedure necessarie grazie all’attiva organizzazione della Proloco e della sezione locale del Club Alpino Italiano.

Sabato 29 agosto, all’interno della rassegna letteraria “Libri ad Alta Quota”, csi è svolto un fitto dialogo attorno all’ultimo libro dello scrittore, Impossibile. Ha presentato l’evento il sindaco di Leonessa, Gianluca Gissi che ha dichiarato la sua ammirazione per lo scrittore e alpinista napolide, come ama lui stesso definirsi.

Marco Valentini, attuale Prefetto di Napoli, ha chiesto ad Erri di descrivere Napoli e lo scrittore lo ha fatto in modo generoso, offrendo un punto di vista insolito e sorprendente per capire la napolitudine, deliziando il pubblico con le sue definizioni e spiegazioni concrete. Parlando di come ha trascorso la sua quarantena in tempi di coronavirus, De Luca ha sottolineato l’importanza dei balconi, a Napoli come in Italia soprattutto in questo drammatico frangente.

«Una volta ho scritto delle righe dedicate ai balconi del 1900. Erano il biglietto da visita degli appartamenti, esprimevano all’esterno la vita degli abitanti. Panni stesi, vasi con i fiori, con erbe, ortaggi, bambini alle prese con un gioco, qualcuno che usciva per una boccata d’aria, per guardare intorno, per attesa. Dai balconi partivano messaggi a voce tra palazzi, richiami dalla strada, panieri calati per l’acquisto di un venditore ambulante. Lentamente i balconi sono stati chiusi, lasciati vuoti, o accorpati all’interno degli appartamenti tramite vetrate. La moderna architettura li ignora, costruendo parallelepipedi piallati, senza sporgenze. Pare che sia vietato sporgersi. Nella ritirata dei balconi posso misurare la perdita di socialità e la chiusura in se stessi. Alle finestre si sono aggiunte sbarre. Con il confinamento dovuto alla pandemia sono tornati in servizio i balconi, hanno avuto una seconda vita e l’hanno data ai loro abitanti».

Incalzato dalle domande di Ines Millesimi, curatrice della serata, De Luca ha spiegato come è nato il libro Impossibile, il sentimento di giustizia che l’ha originato, la necessità di ambientarlo in montagna sulla difficile Cengia del Bandiarac, sotto la verticale della Cima di Conturines (Dolomiti). Poi ha descritto la scena della zuffa tragica dei camosci e la lealtà spontanea dell’animale, ben diversa da quella fatta di pareggi di convenienza, di dare e avere che regola le leggi umane.

È stata l’occasione per parlare di scrittura («non costruisco al tavolino un libro, i brevi racconti mi arrivano da dentro, do corpo a ricordi e personaggi che mi inviano intrecciate le loro storie, con continue disgressioni che devono governare»), della bellezza precisa della lingua italiana e della vitalità del dialetto che velocizza la lingua con la sua fonetica, di amicizia con Mauro Corona, di montagne e dei “ritornanti” che tornano a vivere e a lavorare nelle Terre alte, della sua contrarietà ai megacaroselli sciistici quando di neve ce n’è sempre meno sulle Alpi come sugli Appennini.

Alle domande del pubblico arrivate sul palco per iscritto, alcune delle quali più legate all’impegno civile e al suo interesse per le scritture sacre, Erri De Luca ha risposto con grande partecipazione e voglia di dare. Ha salutato il pubblico rivelando che sta scrivendo un altro libro e alla sua età l’andare in montagna e arrampicare, la solitudine, il vuoto e la scrittura sono un privilegio.

 

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