Il libro postumo di Vincenzo Di Flavio, mons. Chiarinelli: « L’ultimo segno della sua cultura, del suo affetto»

Mercoledì 24 gennaio, nel’atrio del teatro Flavio Vespasiano di Rieti, è stato presentato l’ultimo libro a cura del compianto prof. Vincenzo Di Flavio: “Taccuino di viaggio 1660 – 1661. Roma – Parigi, Anversa – Venezia”, pubblicato da RiStampa Edizioni.

All’evento, organizzato dall’Associazione culturale reatina “Domenico Petrini”, hanno partecipato in molti, anche come doveroso tributo a un uomo, uno studioso, da poco scomparso, che ha dedicato la sua vita a raccontare Rieti.

Dopo i brevi ma commossi interventi dell’assessore alla Cultura del Comune di Rieti, Gianfranco Formichetti, e di mons Lorenzo Chiarinelli, che hanno voluto ricordate come il valore umano e culturale di Vincenzo Di Flavio abbia arricchito la nostra città, ha preso la parola il direttore dell’Archivio di Stato di Rieti, Roberto Lorenzetti.

L’ultima opera di Vincenzo Di Flavio, per certi versi il suo testamento come lo ha definito mons Chiarinelli, nata dopo una tragedia personale, è il taccuino di viaggio da Roma ad Anversa attraverso l’Europa del Seicento, tratto da un manoscritto conservato all’Archivio del Monastero di Santa Lucia di Rieti.

Di Flavio, caparbio e rigoroso nello studio dei documenti, riesce ad identificare l’autore, Giuseppe Cangi, e si interroga sui motivi della sua presenza a Rieti.

Il libro è arricchito dalla riproduzione fotografica delle carte del manoscritto e da una copiosa appendice documentaria, testimonianza dell’immenso lavoro del professore.

Per espressa volontà del curatore e della sua famiglia, l’intero ricavato del libro verrà devoluto al Movimento Shalom Onlus per la casa-famiglia “Riccardo e Ruggero Di Flavio” in Benin, cuore dell’Africa.

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